Cateno scatenato alla convention di «Sud chiama Nord-Sindaci d’Italia». Le intenzioni erano chiare quando, salpato da Taormina, è approdato a Roma al grido di: «Sono l’Ulisse siculo!». De Luca ha presentato il simbolo del partito, incassato il videomessaggio di Meloni e si è lasciato scappare la data delle elezioni: si voterà il 9 e 10 maggio 2027. Quindi, ardimentoso, ha affrontato il Ciclope Vannacci a colpi di fulmini e saette: guida «il partito dei cazzari», arruola disertori e, se non sa fare il sindaco, cominci dal consiglio comunale. Ma il vero capolavoro arriva inatteso, sotto forma di una nemesi storica. De Luca che si presentò alle suppletive di Monza come il «brianzolo meridionale», ha annunciato di aver sentito Renzo Bossi per chiedergli di scendere in campo assicurandogli che farà tornare un Bossi a Montecitorio. Il Trota (il soprannome gli fu affibbiato dal Senatùr quando gli chiesero se Renzo fosse il suo delfino) non ha abboccato subito: ha mandato a De Luca una foto ricordo di Gemonio e ha detto che ci penserà. Intanto, la storia si è già capovolta. Un tempo era il Bossi che voleva rompere le catene col Sud, ora è Cateno che vuol prendersi un Bossi dal Nord.