Il cordoglio sì. Ma subito dopo lo sciacallaggio. Non hanno perso tempo i parlamentari del Movimento 5 Stelle in seguito al tragico incidente che ha coinvolto un elicottero italiano in Bosnia Erzegovina causando la morte di quattro militari italiani. E ne hanno subito fatto una questione politica, rilanciando la solita battaglia contro il riarmo. "Rinnovando il nostro cordoglio per familiari, amici e colleghi delle quattro vittime dell'incidente dell'elicottero dell'Esercito italiano precipitato ieri in Bosnia - hanno dichiarato i capigruppo del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, Arnaldo Lomuti e Bruno Marton -, ribadiamo la richiesta di fare piena luce sulle cause di questa tragedia per accertare se il probabile guasto sia stato dovuto a carenze nella manutenzione dell'aeromobile coinvolto o ad altre ragioni".
Poi l'attacco politico: "La sicurezza dei nostri militari dovrebbe venire prima di tutto, ma purtroppo dai militari stessi riceviamo continue lamentele sulla sproporzione tra le sempre maggiori risorse destinate al riarmo e le scarse risorse destinate invece al supporto tecnico dei mezzi in servizio. A fronte di oltre dieci miliardi investiti ogni anno per l'acquisto nuovi mezzi e armamenti, solo poche centinaia di milioni vengono spesi per la manutenzione dei mezzi in dotazione alle nostre forze armate, tra supporto tecnico dei reparti militari e supporto logistico integrato fornito dalle aziende".
Che l'incidente sia conseguenza di una quantità insufficiente di fondi riservati alla manutenzione dell'elicottero non è stato stabilito da nessuno. Anche perché l'indagine su quanto accaduto è appena stata aperta, e ci vorrà tempo. Eppure, i parlamentari grillini hanno subito utilizzato la morte di quattro militari italiani per rilanciare una delle loro battaglie politiche. Ancora prima di conoscere i risultati degli accertamenti iniziali.