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Taxi: Bittarelli, ritardo adeguamento tariffe ci riduce alla fame

Cronaca
sabato 21 aprile 2012

2' di lettura

Roma, 16 apr. -(Adnkronos) - "La crisi economica e il continuo aumento dei costi di gestione della nostra attivita', uniti ai ritardi da parte delle varie amministrazioni comunali ad adeguare le tariffe dei taxi, stanno riducendo i tassisti alla fame. Nel corso della trattativa col Governo sulle liberalizzazioni, la nostra categoria ha concesso molto di piu' di quanto poteva, in seguito all'impegno da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri ad aprire un tavolo per verificare la possibilita' di ridurre i costi di gestione della nostra attivita'". Lo ha dichiarato Loreno Bittarelli, presidente nazionale Uritaxi. "In particolare, avevamo chiesto - ha spiegato - di poter acquistare il carburante per uso professionale a prezzi agevolati e lo sgravio dell'Iva sull'acquisto dei beni strumentali, ma a distanza di alcuni mesi non e' ancora successo nulla. Intanto il costo della benzina ha superato i due euro al litro e pare crescera' ancora. Il risultato e' che non ci sono piu' le condizioni economiche per andare avanti, soprattutto in quelle citta' dove le tariffe sono ferme da anni. Il lavoro non c'e', i posteggi sono stracolmi di taxi e i tassisti non hanno piu' i soldi neanche per fare il pieno di carburante e per pagare le tasse. Non si puo' pensare di andare avanti cosi' continuando a garantire il servizio pubblico a spese nostre, nell'indifferenza di tutti". "E' quindi indispensabile che i sindaci di tutte quelle citta' che non lo hanno ancora fatto - ha aggiunto Bittarelli - adeguino subito le tariffe ai crescenti costi della vita e che il Governo mantenga gli impegni presi nei confronti della nostra categoria per contenere i costi di gestione del nostro servizio. Solo cosi' si potra' dare una boccata d'ossigeno a decine di migliaia di lavoratori che hanno il diritto di essere giustamente remunerati per il loro lavoro. Altrimenti, a breve, non ci rimarra' altro che spegnere i motori e scendere in piazza per far valere i nostri diritti".

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