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Artrite reumatoide: tofacitinibadesso è rimborsabile in Italia

Il farmaco sviluppato da Pfizer è estremamente efficace nel controllo dei sintomi della patologia - sia in combinazione che da solo - ed è ben tollerato dai pazienti grazie alla sua comoda formulazione in pillole
di Maria Rita Montebelli sabato 20 ottobre 2018

3' di lettura

L’agenzia italiana del farmaco (Aifa) dà l’ok per la rimborsabilità di tofacitinibil capostipite di una nuova classe di farmaci chiamati inibitori delle Janus chinasi (Jak) che agiscono a livello intracellulare interrompendo la trasmissione del segnale infiammatorio all’origine dell’artrite reumatoide. L’approvazione è giunta dopo un rigoroso esame di un programma di sviluppo clinico composto da 6 studi registrativi, a cui si aggiungono dati di pratica clinica derivanti dall’esperienza maturata dal 2013 in diverse realtà internazionali quali gli Stati Uniti, la Svizzera, il Sud America, e dati di sicurezza a lungo termine su oltre 17.700 pazienti con una osservazione fino a 9 anni. “Tofacitinib ha dimostrato di possedere un’elevata efficacia nel controllo dei sintomi dell’artrite reumatoide, tale da indurre un miglioramento clinico della condizione del paziente, sia per quanto riguarda gli indicatori di attività di malattia, sia per quanto concerne i parametri riportati dal paziente come l’astenia e la qualità di vita – afferma Luigi Sinigaglia, direttore di reumatologia, del Centro ortopedico traumatologico Gaetano Pini di Milano – questi effetti sono sorprendentemente rapidi, già evidenti dopo una o due settimane dall’inizio del trattamento nonostante il fatto che la terapia avvenga per via orale”. Tofacitinibè un farmaco in compresse per il trattamento dell’artrite reumatoide in fase attiva da moderata a severa in associazione con metotrexato (Mtx) in pazienti adulti che hanno risposto in modo inadeguato o sono intolleranti ad uno o più farmaci modificanti la malattia. Può  anche essere somministrato in monoterapia in caso di intolleranza a Mtx o quando quest’ultimo non è appropriato. “Questo farmaco rappresenta per noi pazienti un importante passo avanti nel trattamento dell’artrite reumatoide – afferma Silvia Tonolo, presidente dell’Associazione nazionale malati reumatici (Anmar) – in primo luogo perché si tratta di un’efficace alternativa terapeutica per coloro che non rispondono ai trattamenti tradizionali. Un altro importante vantaggio sta nel fatto che il farmaco si somministra per bocca rispetto agli altri che, invece, prevedono un’iniezione o infusione. La formulazione in pillole, infatti, mette il paziente in una condizione di maggior comfort verso il trattamento, permettendogli di beneficiarne sia dal punto di vista dell’efficacia terapeutica che in termini di autonomia: ad esempio durante le attività quotidiane e anche in viaggio, con notevoli ricadute positive nell’ambito della qualità di vita del paziente”. L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune caratterizzata dall’infiammazione e dal progressivo danno articolare, può colpire ad ogni età, ed interessa in particolar modo le donne, che ne sono affette 3 volte più frequentemente rispetto agli uomini. In Italia la prevalenza è stimata dello 0,48 per cento nella popolazione over 18, equivalente a circa 240 mila casi. L’incidenza dei nuovi casi aumenta con l’età, e spesso i pazienti presentano patologie concomitanti che possono aggravare il quadro clinico e complicare il trattamento, le più importanti sono le malattie cardio-vascolari, le infezioni e le condizioni relative alla sfera psicologica. L’artrite reumatoide ha un notevole impatto sociale in quanto determina una progressiva distruzione e perdita di funzionalità delle articolazioni provocando deformità articolare, limitazioni funzionali e invalidità. L’accesso a una diagnosi corretta e alle terapie mirate è ancora lungo e farraginoso: in Italia intercorrono mediamente 4 anni prima di una corretta diagnosi. (FABRIZIA MASELLI)

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