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Biotestamento, Chiesa luterana soddisfatta, sancito principio fondamentale

sabato 16 dicembre 2017

2' di lettura

Roma, 15 dic. (AdnKronos Salute) - La Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi) esprime "soddisfazione" per l'approvazione della legge sul fine vita. In particolare, il decano Heiner Bludau in una nota sottolinea: "Il risultato raggiunto - dopo tanti mesi di incertezze e confronti anche aspri in Assemblea - colma un vuoto normativo che, per anni, ha determinato effetti pesanti e drammatici su troppe famiglie italiane. Come già dichiarai nei mesi scorsi, per noi luterani nessuno al di fuori di Dio può o deve disporre il momento della morte propria o altrui. Ecco perché abbiamo sempre rifiutato qualsiasi ipotesi di aiuto attivo a morire, quale l'eutanasia attiva o l'assistenza al suicidio". A detta del decano, " la nuova legge riconosce un principio per noi fondamentale: quando la morte è inevitabile, è preferibile dare la priorità a una fine dignitosa rispetto a un artificiale prolungamento della vita. Quel vuoto normativo, peraltro, abbandonava alla propria solitudine non solo il morente e i propri familiari, ma anche medici e operatori di cura, proprio nel momento dell'assunzione di decisioni di enorme rilievo. Da oggi non è più così". La Chiesa evangelica luterana in Italia in marzo aveva rivolto un appello affinché venisse presto colmato il vuoto normativo sul tema, proprio in occasione dell'avvio del dibattito sul disegno di legge alla Camera e in concomitanza con la pubblicazione del 'Vademecum per il fine vita da una prospettiva cristiana' elaborato dalla stessa Celi per offrire un orientamento sul tema delle direttive anticipate di trattamento da molteplici prospettive: teologica, etica, medica e giuridica. "Sono davvero convinto che - come in tanti hanno sottolineato - oggi l'Italia abbia compiuto un grande passo di civiltà. Il Salmo 90,12 recita: 'Facci capire che abbiamo i giorni contati, allora troveremo la vera saggezza'. Ecco, la concezione luterana è fondata sulla Bibbia da cui ha origine l'attitudine ad accettare il limite della vita e a integrare il poter-dover lasciar andare. Al contempo, era inevitabile che la regolamentazione normativa di una materia tanto complessa portasse spesso il confronto di idee a sfociare in contrasti ideologici, talvolta anche esasperati. Ora è importante superare questi contrasti, comprendendo anche chi oggi si sente smarrito davanti a un cambiamento così rilevante per ciascun individuo, ogni famiglia, lìintera società", conclude il decano Bludau.

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