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Epidurale: solo un ospedale su sei lo offre

Eppure nelle strutture che offrono questo servizio, in modo gratuito e continuativo, in media il 90% delle partorienti ne fa richiesta
di francesca Belotti sabato 27 febbraio 2010

2' di lettura

Un parto senza dolore? In Italia solo un ospedale su sei lo offre. La moderna analgesia epidurale che consente di mantenere allo stesso tempo la sensibilità e la capacità di muoversi della donna durante il travaglio, secondo alcune stime, è offerta solo dal 16% delle strutture ospedaliere pubbliche e convenzionate italiane. Eppure nelle strutture che offrono questo servizio, in modo gratuito e continuativo, in media il 90% delle partorienti ne fa richiesta. Un parto senza dolore è un diritto, sancito nei Livelli Essenziali di Assistenza, ma di fatto la sua attuazione varia da regione a regione. Tra le più virtuose ci sono la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna. La Lombardia, per esempio, stanzia 5 milioni di euro all’anno distribuiti a tutti i punti nascita mediante integrazione del DRG del parto vaginale al fine di promuovere l’analgesia in travaglio, aumentandone di fatto le richieste dall’8% del 2005 al 16% del 2007. Il Veneto, con un meccanismo distributivo analogo, solo nello scorso anno, ha stanziato fondi per 1 milione di euro. L'Emilia Romagna ha invece emesso delle linee guida per avere un punto nascita che offra l’analgesia epidurale in ogni Provincia. Il quadro attuale nel nostro Paese è emerso in occasione del convegno "Il dolore al femminile. Eppure l’Italia è all’avanguardia per quanto riguarda l’applicazione degli ultimi sviluppi tecnici in ambito di analgesia epidurale. "In Europa il nostro è il primo Paese a introdurre la nuova tecnica PIEB associata alla PCEA - spiega il professor Giorgio Capogna, Presidente Comitato Scientifico per l’Anestesia Ostetrica. "Le nuove tecniche permettono alla donna di ottenere un effetto di analgesia costante e di personalizzare la somministrazione dell’analgesico a seconda delle proprie esigenze. Vengono così evitati anche i brevi momenti di dolore che potevano insorgere con la tecnica epidurale tradizionale, quando la partoriente doveva attendere l’intervento del medico per ricalibrare la dose di analgesico."

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