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Diritto d'autore, condannato

il sito per download Pirate Bay
di Dario Mazzocchi venerdì 17 aprile 2009

2' di lettura

Per il diritto d’autore e la tecnologia, può essere una sentenza che fa storia: quattro responsabili di Pirate Bay, uno dei maggiori siti di scambio di file attraverso la rete, sono stati condannati da un tribunale di Stoccolma ad un anno di prigione, per complicità nella violazione di diritti d’autore. I nomi dei quattro sono Fredrik Neij, 30 anni, Gottfrid Svartholm, 24, Peter Sunde, 30, il fondatore di Pirate Bay, e Carl Lundström, 48enne accusato di aver investito dei fondi nella attività del sito. La sentenza - 30 milioni di corone, pari a 2,7 milioni di euro, dovranno essere versati come danni e interessi all’industria discografica, cinematografica e dei videogiochi. Gli uffici legali delle società più importanti “colpite”, dalla Sony alla Warner Bros., avevano avanzato una richiesta di 117 milioni di corone (106 milioni di euro) come risarcimento per le perdite provocate dai milioni di download illegali dalla piattaforma. All’inizio i quattro che sono comparsi davanti alla corte avevano negato ogni addebito, riferendo che avrebbero fatto ricorso in appello in caso di condanna. La Corte svedese ha motivato la sentenza affermando che i condannati “sono a conoscenza che sul sito venga scambiato materiale protetto da copyright”. Da qui la condanna ad un anno di carcere, giustificata “dall’estesa accessibilità” del portale e “dal fatto che l’operazione è stata condotta in modo organizzato per scopi commerciali”. Ad agosto era stato oscurato in Italia - Sono oltre 22 milioni gli utenti al mondo che si sono collegati a The Pirate Bay. Il sito torrent, che ha visto la luce il 21 novembre 2003, in Italia era stato bloccato per alcuni giorni nell’estate del 2008 con un provvedimento del gip del Tribunale di Bergamo. Uno stop revocato dal Tribunale del Riesame che aveva accolto il ricorso della società. “Il tribunale di Stoccolma sembra aver accolto in pieno le prove, tra le quali anche i dati sui danni provocati da Pirate Bay a produttori ed artisti italiani, dando un efficace segnale che l'illegalità non è tollerata", commenta Enzo Mazza, presidente della Fimi, la Federazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende discografiche italiane. Ma collegandosi al sito, al momento è ancora possibile scaricare musica, film e altri documenti.

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