Nonsono le radiazioni dei telefoni cellulari ad avere impatto sulle facoltàcerebrali dei giovani, ma il frequente ricorso al T9, ossia la scritturafacilitata sui telefonini. Il sistema consente di velocizzare la battitura dimessaggi di testo, suggerendo le possibili parole complete man mano che icaratteri vengono digitati. Secondo uno studio australiano dell'universitàMonash di Melbourne, i giovani imparano così ad essere veloci, ma imprecisi.L'uso frequente della scrittura veloce sui telefonini è associato a un comportamentopiù impulsivo e a un rendimento di memoria più scarso. Lo studio, guidato dall'epidemiologoMichael Abramson e pubblicato sulla rivista Bioelectromagnetics, ha analizzatole capacità cognitive e l'uso di telefoni cellulari di 317 bambini di etàcompresa fra 11 e 14 anni, il 77% dei quali possiede un proprio telefonino. Unquarto degli intervistati fa più di 15 chiamate a voce per settimana, ealtrettanti mandano più di 20 Sms. I ricercatori quindi hanno analizzato tempidi risposta e accuratezza nell'eseguire una serie di test: dopo gliaggiustamenti per fattori come età, sesso, etnia e status socioeconomico, èemersa una relazione costante fra uso del telefonino e capacità cerebrali. “Ibambini che usano molto il cellulare sono più veloci in alcuni test, ma anchemeno accurati”, scrive Abramson. I risultati sono gli stessi, sia che faccianotelefonate a voce o comunichino con Sms. Tuttavia le radiazioni trasmessemandando Sms sono pari allo 0,03% delle chiamate a voce, il che suggerisce chele radiazioni non siano responsabili per gli effetti sul cervello. L'usofrequente della scrittura veloce insegna ai giovani ad agire velocemente senzariflettere, senza interesse per l'accuratezza, conclude lo studioso.