CATEGORIE

La provincia di Viterbo

apre la caccia a 200 bambi
di redazione sport sabato 9 agosto 2008

2' di lettura

Viterbo - Chi di voi si è commosso vedendo “Bambi”, il cartone animato della Disney, si prepari a tirare fuori di nuovo il fazzoletto. Questa volta, però, non si tratta di finzione. Si è svolto ieri mattina un abbattimento selettivo di caprioli in provincia di Viterbo, presso le aree adiacenti alla Riserva Naturale Regionale di Monte Rufeno e ad alcuni Siti di interesse Comunitario, nei comuni di Acquapendente e Proceno.  I “bambi” uccisi, alcuni molto giovani o appena nati, per ora ufficialmente sono tre, anche se alcune segnalazioni fanno intendere che siano molti di più. Ma perché? Gli uffici tecnici della Provincia di Viterbo hanno previsto un provvedimento che autorizza l’abbattimento, fuori stagione venatoria e senza alcun criterio d’urgenza, di ben 200 caprioli sia in area protetta, nelle aree contigue della Riserva di Monte Rumeno. Duecento postazioni di caccia: ogni cacciatore potrà uccidere un’esemplare e portarselo a casa come trofeo. Abbiamo intervistato il Capo Segreteria della Regione Lazio, Sandro Lorenzatti, nella speranza di avere una spiegazione a questa apparentemente illogica mattanza. “ Il provvedimento emanato dalla provincia di Viterbo non poteva essere messo in atto in assenza di specifiche autorizzazione regionali che, ve lo posso assicurare, non ci sono mai state”. “Infatti ”, prosegue Lorenzatti, “tale piano di abbattimento necessitava della valutazione di incidenza e di un passaggio in Giunta prima di un’eventuale autorizzazione”.  Per quanto riguarda la valutazione di incidenza, la normativa europea prevede che “qualsiasi Piano o Progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione del sito ma che possa avere incidenze significative su tale sito …necessita di una valutazione di incidenza”, vale  a dire di uno studio per individuare e valutare gli effetti che il Piano può avere sul sito, tenuto conto degli obiettivi di conservazione del medesimo. Questo non è mai avvenuto. Dalla Provincia di Viterbo il Presidente, Alessandro Mazzoli, aveva assicurato la sospensione del provvedimento “Uccidi bambi”, ma ieri sera i Carabinieri e la Guardia Forestale hanno reso noto che la caccia, seppur in dimensioni ridotte rispetto a  quando annunciato, si è svolta comunque. Senza autorizzazione. Non più 200 cacciatori ma solo 21. In totale, stando alle stime ufficiali, 3 caprioli sono morti ieri. Stime ufficiose, invece, parlano di un numero maggiore di povere bestie cacciate senza un perchè. “ Non importa quanti esemplari siano stati uccisi ieri”, tuona Lorenzatti: “Le ridotte dimensioni della caccia non giustificano comunque l'assenza di autorizzazioni regionali". Perché la provincia di Viterbo ha preso un provvedimento così improvviso e destituito da ogni criterio di urgenza? “Siamo in attesa di un chiarimento dalle autorità competenti attraverso la convocazione di un tavolo tecnico”, conclude il Capo Segreteria. “La Regione chiederà, probabilmente, l'apertura di un accertamento amministrativo".

tag

Ti potrebbero interessare

Integratori vitaminici, quando servono davvero: gli errori da non commettere

In un’epoca in cui l’alimentazione è spesso veloce, stressante e ricca di cibi processati, la domanda...
Paola Natali

Antibiotici e intestino, gli effetti segreti fino a 8 anni dopo

Ogni volta che assumiamo un ciclo di antibiotici, non colpiamo solo i batteri responsabili dell’infezione: possiam...
Paola Natali

L'orecchio e l'ictus, ecco come capire se state rischiando

Non sempre i disturbi dell’udito sono innocui. Uno squilibrio uditivo improvviso, percepito solo da un orecchio, p...
Paola Natali

Il cervello fregato da dolci e snack: un grosso pericolo per il nostro corpo

Anche quando lo stomaco è pieno, il cervello può continuare a spingerci a mangiare. È il motivo per...
Paola Natali