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L'orecchio e l'ictus, ecco come capire se state rischiando

di Paola Natali giovedì 12 marzo 2026

2' di lettura

Non sempre i disturbi dell’udito sono innocui. Uno squilibrio uditivo improvviso, percepito solo da un orecchio, può rappresentare uno dei primi segnali di un ictus della circolazione posteriore, una forma meno conosciuta e spesso diagnosticata in ritardo.

A rilevarlo è uno studio pubblicato su The Lancet Neurology e condotto presso l’UCL Queen Square Institute of Neurology, diffuso in occasione della Giornata mondiale dell’udito. I ricercatori hanno preso in esame 71 pazienti che si erano presentati in pronto soccorso per capogiri o vertigini. Tra loro, il 10% riferiva anche problemi di udito, sintomi che inizialmente erano stati trascurati o non approfonditi. Sottoponendo questi pazienti a test audiologici mirati, è emerso un deficit uditivo asimmetrico nel 15% dei casi. Di questi, oltre la metà – il 54,5% – ha poi ricevuto la diagnosi di evento vascolare acuto, inizialmente non rilevato.

«Questo studio mette in evidenza un sintomo che potrebbe facilmente sfuggire sia al medico sia al paziente», spiega Arianna Di Stadio, ricercatrice onoraria all’UCL Queen Square Neurology. «La struttura vascolare coinvolta è fondamentale per l’irrorazione delle vie uditive e vestibolari, e un problema in questa zona può manifestarsi prima di altri segnali più evidenti». Gli ictus della circolazione posteriore sono particolarmente insidiosi perché i sintomi possono essere meno chiari rispetto agli ictus più comuni: debolezza agli arti, difficoltà a parlare o perdita di sensibilità. Invece, vertigini, capogiri o deficit uditivi improvvisi possono essere gli unici segnali iniziali.

Per i medici, riconoscere tempestivamente questi sintomi è fondamentale. Ogni minuto conta: più rapida è l’identificazione dell’ictus, maggiori sono le possibilità di limitare danni cerebrali e complicazioni a lungo termine.

Lo studio suggerisce che il monitoraggio dell’udito, soprattutto quando compare un deficit improvviso e asimmetrico, potrebbe diventare uno strumento utile per la diagnosi precoce di alcuni ictus. In futuro, valutazioni audiologiche mirate potrebbero integrare i protocolli clinici di pronto soccorso, aumentando la precisione diagnostica e migliorando l’intervento tempestivo sui pazienti.

In conclusione, un improvviso problema uditivo non va mai sottovalutato: il nostro orecchio potrebbe essere una vera e propria sentinella del cervello, capace di lanciare un allarme prima che altri sintomi evidenti compaiano.

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ictus
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vertigini

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