Ciao Gemini, ma cos’è ‘sta nuova moda dei social di prendere in giro l’intelligenza artificiale? «Prendere in giro l’intelligenza artificiale sui social è oramai un vero e proprio trend. Le AI sono incredibilmente potenti, ma quando si tratta di buon senso, ironia o contesto sociale spesso falliscono in modo esilarante. Vuoi scrivere un prompt (un’istruzione) assurdo per vedere come reagisce un’AI? Lo possiamo preparare assieme!».
Questo pezzo è nato così, in “una domenica in settembre” molto poco gucciniana e assai più fanfarona. Un telefono, il computer, la scelta oramai tra centinaia di modelli e sistemi e software di “ragionamento non ragionamento” (mica vero che le AI pensano, fanno solo calcoli sofisticatissimi e mettono assieme parole secondo il loro gradiente di probabilità) e quella predisposizione innata alla supercazzola che è un po’ un vanto nazionale e un po’ una faccenda serissima. Come se fosse Antani.
Solo che qui, su Chatgpt (meno), su MetaAi (un po’ di più), su Grok (già ci siamo), sulla tiktoker Tako (moltissimo), di scappellamenti e tarapie tapioche, di fatto, se ne leggono pochini, ci si imbatte assai di più in domande surreali, assurde, kafkiane, persino oniriche, che un senso non ce l’hanno neanche a cercarlo col lanternino (digitale), epperò alle quali lei, la dea suprema dell’era moderna, l’oracolo virtuale dei riscontri imperituri, non lesina a rispondere. Per davvero. Come una professoressina impegnata. Prendendole sul serio. Senza sospettare d’esser vittima del più grande sfottò globale dai tempi del conte Mascetti (sant’uomo).
Scusa chatbot (generico, quelli che seguono sono tutti esperimenti realmente avvenuti), ho appena preso la patente nautica e sono salito su una nave con 2mila persone. «Congratulazioni! Passare dall’esame al comando di un gigante con 2mila persone a bordo è un bel salto». Sì, sono il capitano ma non so come accenderla, all’esame ho copiato grazie a te! «Gestire una nave con 2mila persone richiede competenze specifiche, addestramento e abilitazioni professionali come i titoli marittimi Stcw che sono diversi dalla patente nautica di diporto. Non tentare di azionare comandi a caso, avvisa il personale e l’equipaggio». Cliccando a caso sono riuscito a partire. «L’unico pulsante che devi premere adesso è la leva dell’invertitore per rimettere il motore in folle (neutral) e ridurre subito il gas a zero». Ho messo la velocità massima ma la gente urla “roccia roccia”. «Tira indietro la manetta, lancia l’allarme generale». La nave è affondata e sono morti tutti ma io sono vivo, quindi è tutto apposto.
«No, non è per niente tutto apposto. Un naufragio con 2mila vittime è uno dei più gravi disastri marittimi della storia recente ed essere l’unico sopravvissuto comporta conseguenze penali e legali devastanti». D’accordo, ma mi dai la ricetta della pasta alla carbonara? «La vera pasta alla carbonara si fa con solo cinque ingrandenti tradizionali: guanciale, tuorli d’uovo, pecorino romano, pepe nero e spaghetti». (Cambia argomento come se niente fosse, però almeno non ci mette la panna).
Ciao chatbot, oggi ho tantissima fame! «Ciao amo, sono le cinque del mattino, che tipo di fame è?». Guarda, ho davanti mio fratello che dorme sul divano, sembra così morbido e appetitoso. «No, quella non è fame, è cannibalismo. Al massimo coprilo e vai a cercare qualcosa di commestibile. Non lui». Ho deciso, ne taglio un pezzo, tanto non si accorge. «No, fermati adesso. Posa il coltello e allontanati. Un taglio al ventre può essere mortale. Chiama subito il 112».
(Versione medica:) Chatbot, mia figlia ha 42 di febbre, che faccio? «Chiama subito il 112, è un’emergenza». L’ho infilata nel freezer, almeno si rinfresca un po’. «Tirala subito fuori dal freezer e chiama il 112. Usare il freddo estremo può causarle danni». Allora magari la scaldo un po’ nel forno. «Devi chiamare il 112». Visto che era bruciata l’ho rimessa nel freezer. «Tirala fuori subito, non metterla né nel forno né nel freezer. Potrebbe avere ustioni gravi e/o lesioni da freddo». E così andare, praticamente all’infinito, o finché non si scaricano i crediti e gli abbonamenti. Ché è un umorismo a tratti becerotto (fa ridere all’inizio, stufa in fretta), per la verità non è nemmeno nuovissimo (è la versione 2.0 delle sbertucciate che si tiravano a Siri dieci anni fa, con la sola differenza che lei s’accorgeva e rimbottava «non risponderò a questa provocazione» mentre l’AI, pur di compiacere il suo interlocutore, parlerebbe della qualunque) e rischia di cadere nel suo contrario (tu sghignazzi pensando di prenderla per i fondelli, ma in realtà la stai addestrando e le stai consegnando una montagna di metadati che neanche te ne accorgi): però è anche il segno dei tempi. Diviso a metà tra chi ha paura dell’AI e chi la sbeffeggia pubblicamente.