Bere due litri d'acqua al giorno non è una regola valida per tutti. A smentire la raccomandazione, diffusa da anni, è uno studio condotto dai ricercatori dell'Università del Wisconsin-Madison e pubblicato sulla rivista scientifica Science. La ricerca, realizzata su oltre 5.600 persone provenienti da 26 Paesi, ha dimostrato che il fabbisogno idrico varia in base a diversi fattori, tra cui età, sesso, peso corporeo, attività fisica e condizioni climatiche.
Gli studiosi hanno utilizzato una tecnica scientifica chiamata "acqua doppiamente etichettata", che consente di misurare il ricambio idrico dell'organismo e la quantità di acqua eliminata quotidianamente.
Dai risultati emerge che gli uomini consumano mediamente circa mezzo litro d'acqua in più rispetto alle donne, mentre il fabbisogno aumenta con l'attività fisica, il peso corporeo, la temperatura e l'umidità ambientale. Anche l'età incide: il ricambio idrico è particolarmente elevato nei giovani adulti e diminuisce progressivamente negli anni. I neonati registrano invece i valori più alti in rapporto al proprio organismo.
Gli atleti, le donne in gravidanza e chi vive in Paesi particolarmente caldi possono avere esigenze idriche molto elevate, arrivando a un ricambio giornaliero superiore a 7 litri per le donne e 10 per gli uomini.
Al contrario, le persone sedentarie e chi trascorre molto tempo in ambienti climatizzati generalmente necessita di quantità inferiori. La conclusione degli esperti è chiara: non esiste una quantità d'acqua universale da assumere ogni giorno. Il fabbisogno deve essere valutato considerando le caratteristiche individuali e lo stile di vita.