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La roulette del vino stravolge le cene aziendali: come funziona, un caso a Milano

di Emiliano Dal Toso lunedì 25 dicembre 2023

3' di lettura

Educare alla cultura del vino, giocando e divertendosi, senza però eccedere con il numero di bicchieri. È la proposta lanciata da Milano Wine Affair per cene ed eventi aziendali che si dedichino a una forma d’intrattenimento originale, coinvolgente e allo stesso tempo istruttiva. Il fenomeno si chiama Wine Casino Game, ed è un modo ludico e intelligente per far divertire appassionati e cultori del vino, ma soprattutto far avvicinare nuove persone alla tradizione e alla cultura vinicola.

L’idea consiste in un vero e proprio blind tasting game ambientato nel mondo del casinò. Intorno a un tavolo da roulette, possono ritrovarsi fino a una dozzina di persone che, guidate da un sommelier-croupier, fanno un assaggio alla cieca verso la scoperta di un determinato vino e rispondono alle domande puntando le proprie fiches. Profumi, aromi, zuccheri, alcol, tannini, acidità, affinamento, vitigno, annate e molto altro: il vino viene via via spogliato tramite il gioco, dove, a ogni mano, al posto di puntare sui numeri si punta sulla risposta ritenuta esatta. La caratteristica principale del Wine Casino Game di Milano Wine Affair è quella di essere un gioco a tutti gli effetti “made in Italy”: infatti, che si tratti di vitigni bianchi o di vitigni rossi, quelli proposti sono sempre vitigni italiani, autoctoni oppure internazionali – come Chardonnay, Pinot Nero, Sauvignon – che vengono coltivati con successo nei nostri territori regionali.

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La titolare Cornelia G. Hassmüller racconta a Libero come è stato avviato questo progetto: «Sono una tedesca che si è trasferita in Italia per lavoro e che subito si è innamorata dei vini regionali. A un certo punto, ho deciso di intraprendere una nuova carriera in questo ambito. Ho fatto un corso da sommelier, e poi ho avviato la mia attività, nella quale ho coniugato le mie competenze pregresse di business e marketing con la passione per il vino. Il nostro è un modo di fare winetertainment, una definizione che finora è diffusa soprattutto nei paesi britannici. Le aziende avevano esigenze di organizzare eventi per i propri dipendenti e così gli abbiamo proposto delle soluzioni alternative alle classiche cene: per esempio dipingere con il vino, oppure giocare con il vino. La nostra intenzione è sempre stata quella di raccontare i territori, le innumerevoli storie che sono alla radice delle produzioni vinicole, con gli aspetti più ludici e con il divertimento».

Ludicità e lucidità: due parole che per Hassmüller convergono e che non possono assolutamente essere considerati eludibili e contrastanti. «Il nostro obiettivo non è mai quello di diffondere la cultura del bere, ma la cultura del vino. Si beve sempre in modo molto responsabile. I partecipanti concorrono non per esagerare, ma per conoscere e scoprire i segreti e le origini che si nascondono dietro a un’esperienza di blind tasting che affonda le proprie radici nella cultura italiana». E le aziende hanno mostrato di gradire questo tipo di intrattenimento, includendo per esempio il Wine Quiz dopo lavoro, a cui si aggiunge ora anche la roulette, un gioco che a livello internazionale esisteva già, ma che in Italia è ancora poco diffuso. «Cerco di scegliere sempre dei vini che raccontino in qualche modo anche la storia delle aziende che vengono coinvolte – spiega Hassmüller – E inoltre cerchiamo di raccontare le origini e i territori di quelle regioni che sono tra le più produttive, come possono essere per esempio il Lazio, la Liguria, il Piemonte e anche la Lombardia».

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Tra i clienti troviamo banche, assicurazioni, diverse società che si occupano degli ambiti più disparati. «In base alle richieste e agli eventi che le aziende vogliono organizzare, noi proponiamo attività differenti. Per l’Italia, la formula della roulotte rappresenta una novità ma, considerato che gli italiani sono forse i più curiosi di tutti e giocano sempre molto volentieri, ci aspettiamo che possa piacere presto. Mi immagino spesso che, dopo aver mangiato, le persone vogliano rilassarsi e divertirsi: giocando con il vino, ora possono anche imparare». 

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