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Frullati o centrifugati? Tutte le differenze (e qual è il migliore)

di Paola Natali lunedì 16 febbraio 2026

2' di lettura

Frullati e centrifugati sono diventati protagonisti di uno stile di vita sano e dinamico, rappresentano un modo pratico per aumentare il consumo di frutta e verdura durante la giornata. Tuttavia, non sono la stessa cosa e scegliere l’uno o l’altro può fare la differenza in base alle proprie esigenze nutrizionali.

La differenza principale sta nel metodo di preparazione. Il frullato si ottiene frullando interamente gli ingredienti, mantenendo quindi fibre, polpa e tutte le parti del vegetale o della frutta. Il centrifugato, invece, separa il succo dalla fibra attraverso la centrifuga, producendo una bevanda più liquida e leggera ma con un contenuto di fibre ridotto. I frullati sono particolarmente indicati per chi desidera un effetto saziante e un supporto alla regolarità intestinale. Grazie alla presenza delle fibre, aiutano a controllare l’appetito, stabilizzano la glicemia e favoriscono il benessere del microbiota intestinale. Sono ideali a colazione o come spuntino post-allenamento, soprattutto se arricchiti con una fonte proteica come yogurt greco, kefir o una bevanda vegetale fortificata. Un esempio equilibrato può essere un frullato con banana, frutti di bosco e una manciata di semi di chia, che unisce energia, antiossidanti e grassi buoni.

I centrifugati, invece, risultano più leggeri e rapidamente assimilabili. Sono perfetti per chi desidera una bevanda rinfrescante e depurativa, magari a metà mattina o nel pomeriggio. Essendo privi di gran parte delle fibre, permettono un assorbimento più veloce di vitamine e sali minerali. Un classico esempio è il centrifugato di carota, mela e zenzero, ottimo per sostenere il sistema immunitario e donare vitalità. Anche combinazioni a base di sedano, cetriolo e limone sono apprezzate per l’effetto drenante.

Parlando dal punto di vista vitaminico, frullati e centrifugati partono dagli stessi ingredienti, quindi il contenuto iniziale di vitamine è simile. Tuttavia, il metodo di preparazione può influire leggermente sulla quantità effettivamente disponibile.  Nel frullato, utilizzando l’alimento intero, si conservano tutte le componenti, comprese quelle vitamine legate alla polpa e alla fibra. Inoltre, la presenza di fibre rallenta l’assorbimento degli zuccheri e consente un rilascio più graduale dei nutrienti.

Nel centrifugato, parte delle vitamine può rimanere intrappolata nella fibra che viene scartata. Questo significa che, a parità di quantità di frutta o verdura utilizzata, il frullato può risultare leggermente più completo dal punto di vista nutrizionale. D’altra parte, il centrifugato consente un assorbimento più rapido delle vitamine idrosolubili, come la vitamina C e quelle del gruppo B, rendendolo utile quando si desidera un effetto energizzante immediato.

Un aspetto importante riguarda la sensibilità delle vitamine all’ossigeno, alla luce e al calore. Sia frullati sia centrifugati dovrebbero essere consumati subito dopo la preparazione, perché vitamine come la C tendono a degradarsi rapidamente a contatto con l’aria. Non esiste quindi una differenza drastica nel contenuto vitaminico, ma il frullato mantiene una maggiore completezza nutrizionale grazie alla presenza delle fibre, mentre il centrifugato offre un assorbimento più rapido ma con una perdita parziale di alcuni micronutrienti legati alla polpa.

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