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Rinofiller: ridisegnare il profilosenza ricorrere alla chirurgia

Per correggere le piccole ‘gobbe del naso’ non è necessario utilizzare una metodica invasiva. Attraverso un uso sapiente dell’acido ialuronico si riescono ad ottenere ottimi risultati che, inoltre, durano nel tempo
di Maria Rita Montebelli domenica 26 maggio 2019

3' di lettura

Elemento ‘di spicco’ della fisionomia del volto, il naso può essere causa di un forte disagio se non viene percepito come armonioso rispetto alla propria persona, e può arrivare a minare in modo grave la sicurezza in sé stessi. La prima soluzione che viene in mente è la rinoplastica chirurgica, ma non tutti hanno la disponibilità – o anche solo il coraggio! – per sottoporsi a una simile procedura, senza contare che non sempre il difetto è di entità tale da giustificare un intervento così invasivo. Ma non sempre è necessario affrontare un intervento chirurgico per modificare sensibilmente il proprio aspetto: oggi esiste anche la rinoplastica medica, che utilizza dei filler – nella maggior parte dei casi composti da acido ialuronico – per correggere l’estetica del naso, senza intervenire sulla parte funzionale (che rimane ancora dominio incontrastato della chirurgia). “La rinoplastica medica ha assunto un’importanza fondamentale negli ultimi anni – afferma in occasione del 40° congresso della Società italiana di medicina estetica (Sime) tenutosi a Roma, il professor Emanuele Bartoletti, presidente della Sime - Molti pazienti avendo l’indicazione la preferiscono alla soluzione chirurgica. Ma l’indicazione è fondamentale. Infatti, la terapia medica ha il limite di non poter ridurre i volumi, ma solo di mascherare i difetti. Si può infatti soltanto aggiungere volume. Solo un medico estetico ben preparato saprà consigliare correttamente il paziente nella effettiva indicazione. Se questo concetto viene rispettato i risultati saranno di ottima qualità e soprattutto duraturi nel tempo”. Quella della rinoplastica medica è davvero una tecnica in linea con una medicina estetica che sia veramente proiettata verso il futuro e che abbia tra i suoi obiettivi quello di migliorare l’aspetto fisico mantenendo al minimo l’invasività. “I rinofiller possono essere impiegati per correggere alterazioni del dorso del naso di piccola o media entità – spiega Andrea Alessandrini, specialista in Medicina e chirurgia estetica, docente pressa la Scuola internazionale di medicina estetica dell’ospedale Fatebenefratelli di Roma – andando a creare dei volumi che ‘livellino’ il difetto. In modo simile possiamo aumentare il volume della punta del naso, creando una piccola prominenza che la ‘alzi’ eliminando l’effetto di naso all’ingiù”. Minima invasività tuttavia non vuol dire assenza di rischi. “Il naso è un’area rischiosa per la sua vascolarizzazione e per le connessioni arteriose che ha – continua Alessandrini – è una procedura che può dare effetti collaterali anche molto gravi, legati al fatto che un filler collocato in una posizione sbagliata può comprimere ostruire l’afflusso del sangue, causando dunque necrosi. Nei casi più gravi può succedere che il filler venga iniettato direttamente in un vaso sanguigno: qui il filler può ostruire completamente il vaso e provocare un embolo, con conseguenze gravissime nel caso di vasi che comunicano con gli occhi, dove un blocco dell’afflusso sanguigno causa cecità in pochi minuti. Occorre dunque conoscere molto bene l’anatomia della regione e la tecnica di esecuzione della procedura prima di iniettare filler, inoltre bisogna usare accorgimenti quali l’uso di microcannule e la scelta di zone che non contengono vasi importanti”. A patto di rivolgersi ad un professionista esperto, la tecnica del rinofiller può sostituire in modo efficace la chirurgia: con una seduta ambulatoriale di 10/15 minuti si arriva ad avere un risultato molto soddisfacente che arriva a durare un anno e mezzo prima del completo riassorbimento del materiale dei filler. Le frontiere di questo tipo di procedura non si fermano al naso. “Quando si visita un paziente che desidera fare questo tipo di intervento, si deve studiare la fisionomia del volto nel suo complesso, individuando equilibri e squilibri in relazione ad altre due aree molto importanti: mento e labbra – prosegue Alessandrini - è la cosiddetta ‘profiloplastica’, un approccio globale che cura l’aspetto nel suo insieme. Un naso percepito come ‘troppo importante’ può essere ridimensionato dando volume alle labbra, un correzione del mento può dare armonia a un profilo ‘disarmonico’. Sono tutte zone dove il filler può essere impiegato con successo e, soprattutto, si può fare tutto in un’unica seduta ambulatoriale”.

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