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Liraglutide aiuta a perdere pesoforse col microbioma intestinale

Chiamare in aiuto i microbi che popolano l’intestino per perdere i chili di troppo. Potrebbe essere questa l’arma segreta di liraglutide, un agonista recettoriale di GLP-1, utilizzato nel trattamento del diabete
di Maria Rita Montebelli domenica 14 ottobre 2018

4' di lettura

Le incretine sono ormoni secreti dall’intestino in risposta al pasto e sono responsabili della regolazione della secrezione insulinica glucosio-dipendente, mediando approssimativamente il 60 per cento della produzione di insulina, inibendo la secrezione di glucagone e modulando la motilità intestinale. Gli agonisti del recettore del GLP-1 sono ormoni simili ad una di queste incretine e rappresentano una classe di farmaci ampiamente utilizzata per la terapia del diabete di tipo 2 soprattutto nei pazienti obesi, per la marcata capacità di ridurre anche il peso corporeo. Recenti studi su modelli animali (topo) hanno dimostrato che liraglutide (un  agonista recettoriale del GLP-1) è in grado di modulare la composizione del microbiota intestinale e che questo potrebbe essere uno dei fattori favorenti la perdita di peso indotta da questo farmaco. Obiettivo dello studio.  L’obiettivo dello studio era quello di valutare l’effetto della terapia con Liraglutide sul microbiota intestinale nell’uomo, e nello specifico in soggetti obesi affetti da diabete mellito di tipo 2, mediante l’utilizzo di due test intestinali. Metodi. Tramite il breath test al lattulosio è stato possibile valutare la velocità di transito oro-cecale (OTT) e la produzione dei gas nell’aria espirata (nello specifico idrogeno e metano) che correlano con il microbiota intestinale, mentre con il test al 13C-ottanoato è stato valutato il tempo di svuotamento gastrico. Entrambe le tipologie di test sono state svolte in collaborazione con il Centro per le Malattie dell’Apparato digerente, CEMAD, del Policlinico Fondazione A. Gemelli. Sono stati arruolati 8 soggetti con diabete di tipo 2 candidati alla terapia con liraglutide, sottoposti, prima e dopo 6 settimane di terapia, a valutazione antropometrica e metabolica, e ai due test intestinali. Inoltre sono stati raccolti campioni di feci per l’analisi del DNA batterico del microbiota intestinale, sia prima che dopo terapia. Risultati. Come atteso, tutti i soggetti arruolati hanno presentato una significativa perdita di peso, della glicemia a digiuno e dell’emoglobina glicosilata. La produzione di metano e di idrogeno è risultata significativamente ridotta in seguito al trattamento con Liraglutide. Inoltre si è verificata una riduzione del tempo di svuotamento gastrico e dell’OTT, con evidente dimostrazione di importanti modifiche della composizione del microbiota. Ricadute pratiche. “Il trattamento con liraglutide – commenta la dottoressa Simona Moffa del Centro Malattie Endocrine e Metaboliche Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, una dei giovani ricercatori italiani presenti all’Easd grazie ad un travel grant della Società Italiana di Diabetologia SID - rappresenta un’importante arma per la cura dell’obesità e del diabete mellito tipo 2. Questo farmaco determina, oltre al rallentamento dello svuotamento gastrico e del transito intestinale, una ridotta produzione dei gas intestinali, espressione indiretta della modulazione del microbiota intestinale. I risultati dell’analisi genetica del microbiota dei soggetti arruolati permetterà di evidenziare le alterazioni farmaco-indotte in termini di composizione del microbiota e di personalizzare la scelta terapeutica in pazienti obesi e/o diabetici attraverso la definizione del profilo di microbiota più responsivo a questo approccio terapeutico e l’induzione, attraverso terapia con probiotici, delle modifiche del microbiota che rendano i pazienti metabolicamente più responsivi al trattamento”. Prima di questo studio era nota solo su modelli animali (topo) la capacità della terapia con liraglutide di indurre una modulazione del microbiota intestinale, ipotizzando quest’ultimo come meccanismo che potesse contribuire all’efficacia ipoglicemizzante e alla perdita di peso causata dal farmaco. “Il nostro – conclude la dottoressa Moffa - è il primo studio che si è proposto di verificare l’effetto della terapia con liraglutide sul microbiota intestinale nell’uomo. I nostri dati evidenziano dunque la stretta correlazione tra il compenso metabolico e la composizione del microbiota intestinale e supportano l’ipotesi che l’efficacia ipoglicemizzante e la perdita di peso indotta da liraglutide possano essere mediati dall’effetto sul microbiota intestinale”.  “E’ questo il primo studio nell’uomo ad aver dimostrato come l’uso di questa classe di farmaci per il diabete (GLP-1 RA) modifica il microbiota intestinale – afferma il professor Andrea Giaccari, responsabile del Centro pe le Malattie Endocrine e Metaboliche della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS Roma - E’ noto che la composizione del microbiota influenza profondamente il nostro metabolismo; ed è possibile ipotizzare che parte dell’efficacia del farmaco sia dovuta a questi cambiamenti. Molte strade si aprono; da una parte tentare di trattare il diabete modificando il microbiota (con diete mirate e/o probiotici); dall’altra rendere questi farmaci più efficaci inducendo la presenza del microbiota più favorevole”. Liraglutide treatment in obese diabetic patients modulates gut microbiota Autori: S. Moffa1, V. Tesori2, V.A. Sun1, T. Mezza1, C.M.A. Cefalo1, F. Impronta1, F. Cinti1, G.P. Sorice1, F. Scaldaferri2, G. Cammarota2, A. Gasbarrini2, A. Giaccari1 1 Center for Endocrine and Metabolic Disease, Policlinico Gemelli, Rome, Italy; 2 Gastroenterology Division and Internal Medicine Institute, Policlinico Gemelli, Rome, Italy

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DIABETE
EUROPEAN ASSOCIATION FOR THE STUDY OF DIABETES
EASD
SOCIETÀ ITALIANA DI DIABETOLOGIA
SID
MICROBIOMA INTESTINALE
GLUCAGONE
LIRAGLUTIDE
DIMAGRIMENTO
GLP-1
BREATH TEST AL LATTULOSIO
TEST AL 13C-OTTANOATO
FONDAZIONE A. GEMELLI
CENTRO PER LE MALATTIE DELL’APPARATO DIGERENTE
CEMAD
EMOGLOBINA GLICOSILATA
SIMONA MOFFA
ANDREA GIACCARI

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