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Community partnership daySi è chiusa la XXII° edizione

L’iniziativa di Novartis dedicata alla solidarietà ha visto centinaia di dipendenti dell’azienda dedicare il proprio tempo e le proprie energie ad attività a sostegno dei più deboli
di Maria Rita Montebelli giovedì 31 maggio 2018

3' di lettura

Una giornata interamente dedicata alla solidarietà: questo e il Community partnership day di Novartis, un appuntamento ormai divenuto tradizione con le sue 22 edizioni che coinvolge tutte le realtà del gruppo sparse sul territorio nazionale, a partire ovviamente dalla sede centrale di Origgio. “Novartis sicuramente vuol dire ricerca, terapie innovative, investimenti e occupazione – ha sottolineato Pasquale Frega, country president di Novartis in Italia – ma vuol dire anche, e soprattutto, attenzione a chi è più debole, ascolto delle sue esigenze, impegno nei suoi confronti. Questa è l’essenza delle nostre attività. Siamo consapevoli dell’impatto positivo che possiamo generare come azienda e questo ci spinge a restituire il più possibile alla società, anche attraverso iniziative come il Community partnership day: un appuntamento irrinunciabile per il nostro gruppo, un’occasione privilegiata per riaffermare con forza i nostri valori”. Centinaia i dipendenti coinvolti che, volontari per un giorno, si impegnano in attività a favore della comunità in cui vivono, mettendo tempo ed energie a disposizione di chi ha più bisogno. Per i collaboratori Novartis della sede centrale di Origgio sono state programmati interventi e iniziative a sostegno degli assistiti di quattro importanti realtà del terzo settore: Fondazione associazione volontari servizio internazionale (Avsi), Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (Uici), Cooperativa sociale ‘Il Granello’ e Villaggio sos di Saronno. Presso Avsi, fondazione impegnata nella cooperazione internazionale allo sviluppo e sostegno a rifugiati e migranti sul territorio italiano, i volontari si sono dedicati a interventi di manutenzione di una struttura di accoglienza e alla distribuzione di generi di prima necessità. Nel corso della giornata, sono stati effettuati interventi di manutenzione e riordino presso una struttura che, a Milano, accoglie richiedenti asilo e rifugiati, ma anche cittadini italiani e stranieri in situazione di particolare difficoltà. "Sono giornate come queste che favoriscono l'integrazione attraverso la conoscenza reciproca e l'ascolto di bisogni: quello di una vita dignitosa e quello di capire chi sono e che storie hanno le persone che arrivano – ha affermato Giampaolo Silvestri, segretario generale Avsi - ‘It's time to share time’ (il claim della giornata) è un invito alla collaborazione tra cittadini, migranti, organismi del terzo settore, istituzioni pubbliche e settore privato. È l'unica strada percorribile per costruire città vivibili per tutti".  L’iniziativa in Uici, storico ente che rappresenta e tutela i ciechi e gli ipovedenti, ha consentito ai dipendenti Novartis di condividere le attività quotidiane delle persone con disabilità visiva, offrendo assistenza, compagnia e supporto. “Anche quest’anno si rinnova la vicinanza fra i dipendenti di Novartis e l’Uicidi Milano - ha dichiarato Rodolfo Masto, presidente Uici sezione di Milano - La Giornata del community day si conferma come opportunità capace di favorire l’abbattimento di barriere architettoniche nonsolo di tipo materiale, ma soprattutto culturali e sociali”. La cooperativa ‘Il Granello Don Luigi Monza’, per la prima volta partner della Giornata, da trent’anni è impegnata a inserire i ragazzi con disabilità fisiche e mentali nel contesto lavorativo. I volontari hanno trascorso la giornata con gli ospiti di due centri della cooperativa, offrendo il loro sostegno alle attività formative e lavorative nelle quali sono impegnati. "Trascorrere una giornata essendo attore e protagonista della nostra realtà vuol dire abbattere le mura che talvolta la società crea intorno alla disabilità, mura che cadono sotto i colpi della solidarietà e della passione per le persone" ha affermato Luca Riccardo Landolfi, direttore dei servizi educativi. Nel Villaggio Sos di Saronno, con il quale c’è un rapporto consolidato da anni, i partecipanti si sono dedicati a diverse attività di manutenzione, riordino e assistenza alle attività quotidiane che hanno coinvolto i giovani ospiti del centro, ragazzi che vivono in condizioni di disagio familiare. “È sempre un momento molto importante perché, oltre ad offrire attività a favore della struttura si creano delle sinergie importanti e tutti escono da questa giornata sicuramente più buoni -ha spiegato il direttore del villaggio Sos, Emiro Fresc – abbiamo dato una rinfrescata alle nostre case, che all’esterno avevano bisogno di una tinteggiata, e al nostro meraviglioso giardino”. Quest’anno prenderanno parte ai lavori anche Mohammad e Sbeih, due giovani siriani che fanno parte della famiglia giunta in Italia attraverso i ‘corridoi umanitari’ della comunità di Sant’Egidio e accolta al Villaggio lo scorso ottobre. (MATILDE SCUDERI)

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