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Contro l’antibiotico-resistenza serve un approccio ‘OneHealth'

Contrastare questa emergenza sanitaria mondiale è un obiettivo primario condiviso da tutti gli attori del sistema salute. Se n’è parlato durante un evento organizzato a Roma da Msd
di Maria Rita Montebelli domenica 17 giugno 2018

4' di lettura

L’eccessivo e inappropriato utilizzo degli antibiotici – farmaci fondamentali per debellare malattie infettive che in un passato non troppo remoto hanno ucciso moltissime persone - negli uomini e negli animali e le scarse pratiche di controllo delle infezioni hanno trasformato l’antibiotico-resistenza in una seria minaccia alla salute pubblica globale. Questo comporta un prolungamento della degenza ospedaliera, il fallimento terapeutico e un significativo numero di morti, con conseguente incremento dei costi sanitari. Di contrasto all’antibiotico-resistenza si è parlato a Roma durante il convegno dal titolo ‘Scenari, priorità e obiettivi, secondo un approccio OneHealth', un evento organizzato da Msd Italia, che ha visto confrontarsi associazioni, rappresentanti delle istituzioni e del mondo scientifico. Gli specialisti che sono intervenuti hanno illustrato le dimensioni del fenomeno e si sono confrontati sulle possibili linee di intervento.  In Europa, oltre 4 milioni di persone l’anno vengono colpite da infezioni batteriche ospedaliere, con 25 mila morti stimate per infezioni provenienti da germi resistenti. Le infezioni correlate all’assistenza colpiscono ogni anno circa 284 mila pazienti causando circa 4.500-7 mila decessi. Nel mondo, nel 2050, le infezioni batteriche causeranno circa 10 milioni di morti l’anno, superando ampiamente i decessi per tumore (8,2 ml/anno), diabete (1,5 ml/anno) o incidenti stradali (1,2 ml/anno) con un impatto negativo – secondo recenti stime del Fondo monetario internazionale – di circa il 3,5 per cento sul Pil mondiale. L’Italia è il primo paese europeo per utilizzo di antibiotici in ambito umano e terzo per uso sugli animali negli allevamenti intensivi, secondo i dati dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema). Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità (Iss), in Italia il livello di antibiotico-resistenza si colloca fra i più elevati in Europa con una percentuale annuale di pazienti coinvolti fra il 7 e il 10 per cento. Inoltre, sempre secondo i dati dell’Iss, ogni anno, in Italia, si verificano in Italia 450-700 mila infezioni in pazienti ricoverati in ospedale, soprattutto infezioni urinarie, seguite da infezioni della ferita chirurgica, polmoniti e sepsi. Di queste, si stima che circa il 30 per cento siano potenzialmente prevenibili e che siano direttamente causa del decesso nell’1 per cento dei casi. Stewardship antimicrobica e caso campano. In Italia è stato redatto un 'Piano nazionale per il contrasto all’antibiotico-resistenza' (Pncar), nel 2017, valido per il triennio 2017-2020, che rappresenta la strategia italiana per far fronte all’aumento dell’antibiotico-resistenza e della diffusione di microrganismi resistenti agli antibiotici. Il Pncar prevede uno sforzo di coordinamento nazionale, obiettivi specifici e azioni programmate. In linea con gli obiettivi del Pncar, la Campania ha recentemente approvato, nell’ambito dell’attuazione del Piano regionale della prevenzione 2014-2108, delle linee di indirizzo per tutte le aziende del servizio sanitario regionale sulle azioni di contrasto al fenomeno dell’antibiotico resistenza e sulle attività di prevenzione e controllo delle infezioni da organismi resistenti agli antibiotici. Il documento campano intende fornire a tutte le figure professionali coinvolte nei percorsi prescrittivi, raccomandazioni generali ed indicazioni specifiche, rispettivamente per la realizzazione dei programmi di antimicrobial stewardship e per l’implementazione locale dei protocolli di terapia antibiotica empirica. Tali protocolli, da utilizzare sia in ambito ospedaliero sia territoriale, possono essere utili nel limitare l’uso improprio degli antibiotici.  L’approccio OneHealth. Per contrastare la resistenza antimicrobica, dunque, è necessario quello che viene definito approccio OneHealth, che coinvolga medicina umana e veterinaria, ricerca, agricoltura e comunicazione. Lavorare insieme per promuovere e sostenere la stewardship antimicrobica, è fondamentale, perché solo attraverso un uso appropriato di antibiotici negli animali e negli uomini si può contrastare la resistenza agli antibiotici. La ricerca si deve impegnare per trovare nuove molecole antibiotiche. Mentre è necessario diffondere la cultura della prevenzione come ‘arma’ a supporto della lotta alla resistenza antimicrobica e promuovere l’adozione di stili di vita sani e comportamenti sanitari corretti attraverso la corretta informazione.   Una chiamata alla co-responsabilità. Per essere parte della soluzione, ogni attore deve tenere fede a una responsabilità che dipende direttamente dalla funzione che ricopre: i medici e i ricercatori per quanto riguarda l’appropriatezza e la ricerca; le istituzioni per l’attuazione e la sostenibilità; i farmacisti, gli infermieri e il personale ospedaliero per il rispetto dei protocolli; i pazienti e i caregiver per i comportamenti corretti e il rispetto delle indicazioni del medico; giornalisti per la corretta informazione. “Noi di Msd, siamo convinti che la lotta alle malattie infettive non possa prescindere da una chiamata alla co-responsabilità, che coinvolga sia gli attori pubblici sia i privati, nel rispetto del ruolo e della funzione di ciascuno - spiega Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato di Msd Italia - Per questo crediamo fermamente nella costruzione di partnership, trasparenti e di valore, a fianco del mondo scientifico, dei pazienti e della sanità pubblica. E per questo, continuiamo a mantenere il nostro impegno a investire in ricerca lavorando senza sosta per individuare e rendere disponibili nuovi farmaci e vaccini che possano fare la differenza, contribuendo efficacemente a contrastare le infezioni e l’insorgenza di resistenze”. (MATILDE SCUDERI)

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