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Gli infettivologi di 'Tor Vergata' salvano una missionaria in Africa

Il racconto del professor Massimo Andreoni, al ritorno da una missione umanitaria per salvare una vita in Burkina Faso. Il ruolo degli infettivologi e il successo di un network medico-umanitario
di Maria Rita Montebelli domenica 20 agosto 2017

Il professor Massimo Andreoni di rientro dal'Africa

3' di lettura

“E' stata un'esperienza straordinaria e di grande soddisfazione”. Queste le prime parole del professor Massimo Andreoni,  responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Malattie infettive del Policlinico ‘Tor Vergata’ di Roma e past president della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) appena rientrato con un volo umanitario da un blitz di poche ore in Africa, promosso dal Ministero degli Esteri e dal titolare Angelino Alfano. Una missione improvvisa e dal lieto fine. Un Falcon 50 del 31° stormo dell’Aeronautica Militare si è levato in volo da Ciampino: è il reparto che  ogni giorno è in prima linea per i trasporti sanitari di urgenza al servizio della collettività, su richiesta di ospedali e prefetture per arrivare a Ouagadougou, in Burkina Faso, e ripartire dopo poche ore per arrivare in serata a Roma. Immediato il trasferimento della giovane missionaria a Tor Vergata. “Siamo partiti a fine luglio, in tre medici il sottoscritto, con Luigi Coppola, specializzando di malattie infettive, e il collega Federico Claro, rianimatore con un aereo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. per prestare soccorso a una paziente missionaria di 31 anni che si trovava in Burkina Faso dove svolgeva il suo lavoro umanitario”. Originaria della Sardegna, appartenente alla Comunità Missionaria di Villaregia, la paziente presentava una situazione assai grave. Un esempio di riuscita mobilitazione di diverse persone, oltre a una catena impressionante. Con l’unità di crisi della Farnesina che si mette immediatamente in contatto con l’Ambasciata ad Abijan, in Costa d’Avorio. Immediata anche la reazione del ministro degli Esteri Angelino Alfano che si é speso in prima persona per seguire con attenzione il caso. I missionari, sia in Italia che in Burkina Faso, si attivano anche a livello medico. Grazie alla pressione della Farnesina, Chiara viene sottoposta a trasfusioni di sangue. Supera la notte e i valori cominciano leggermente a risalire. Ma le sue condizioni restano critiche. Iniziano le pratiche burocratiche per procedere alla organizzazione di un volo umanitario per rimpatriarla. L’emoglobina torna a valori quasi normali, gli esami infettivologici risultano negativi, ma è il Policlinico di Tor Vergata di Roma che offre la sua competenza e il suo supporto e  la disponibilità per accogliere la missionaria e curarla. Nell’arco di pochissimi giorni arriva l’ok per il volo umanitario. La giovane ha accusato un grave malore nei giorni scorsi, mentre si trovava a Ouagadougou, e i medici ne hanno suggerito il ricovero in Italia. Valutata la situazione, l’ambasciata ad Abidjan ha subito attivato la procedura di rimpatrio, con un volo della presidenza del Consiglio dei Ministri. “Il  quadro clinico è apparso subito compromesso, con ipertermia ed emorragie, tra cui una cerebrale in corso, e in genere, un grave stato di salute – prosegue Andreoni – E' stato disposto un immediato trasporto d'urgenza della paziente  a Roma, e una volta ricoverata nel mio reparto al Policlinico di Tor Vergata abbiamo riscontrato una diagnosi di leucemia promielocitica acuta ed è tuttora attualmente in terapia. Ma sono queste vicende che ci vedono in prima linea e, nostro malgrado, protagonisti, ed evidenziano l'importanza di una stretta collaborazione tra i missionari e corpo sanitario per portare soccorso alle popolazioni in difficoltà in altri continenti, laddove il sistema sanitario è pressoché inesistente e l'attività dei missionari volontari è di straordinaria importanza. Ma occorre formazione e scambio costante di esperienze e informazioni”, ha concluso Andreoni, che sarà presente al Meeting Salute di Rimini con i suoi dirigenti per un confronto sulle urgenze terapeutiche in ambito malattie infettive, sulle prospettive e gli sviluppi delle vaccinazioni nel Servizio sanitario nazionale e sulla cura degli anziani. (OLIMPIA R. SERMONTI)

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