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Pediatria: picco bronchiolite a Roma, causa 10% accessi al pronto soccorso

sabato 16 dicembre 2017

2' di lettura

Roma, 11 dic. (AdnKronos Salute) - Piccini con tosse, naso chiuso e raffreddore, ma non solo. Con i primi freddi, infatti, c'è un picco dei casi di bronchiolite a Roma. "Ormai rappresenta il 10% degli accessi al pronto soccorso pediatrico, che in questo periodo sono 180-200 al giorno. In pratica, vediamo 15-20 bambini con questa patologia al dì. Un picco che, se si rispetterà l'andamento dell'anno passato, andrà avanti fino a tutto gennaio". Lo spiega all'AdnKronos Salute il responsabile di Pediatria dell'emergenza dell'ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Antonino Reale. "Ogni anno - ricorda l'esperto - vediamo 1.000 casi di bronchiolite nel nostro pronto soccorso, il 54% dei quali richiede il ricovero. Patologie legate al virus respiratorio sinciziale, ma anche ai virus parainfluenzali tanto diffusi in questo periodo". In caso di tosse e raffreddore in un bimbo di pochi mesi è sempre opportuno rivolgersi al pronto soccorso? "Direi proprio di no", risponde Reale: "La prima valutazione deve essere fatta dal pediatra, anche perché portare un bimbo piccolo con la tosse in pronto soccorso può tradursi in un'attesa prolungata al chiuso in una sala con altri bambini malati. Il consiglio, se un bimbo molto piccolo ha tosse e raffreddore, è quello di fare un controllo dal pediatra. Se dopo 4-5 giorni dai primi sintomi la situazione peggiora, si nota inappetenza o un respiro affannato, è importante portare il bimbo dal pediatra o in pronto soccorso". La bronchiolite colpisce i bambini sotto i 2 anni, ma non sempre richiede il ricovero. "Se è in forma leggera o il bimbo ha almeno un anno ed è robusto - spiega lo specialista - spesso può essere gestita dal pediatra di famiglia, che oggi nell'ambulatorio sovente ha il saturimetro e può verificare che non ci siano criteri di rischio. Se invece il bimbo è molto piccolo, è nato prematuro o è fragile, può rivelarsi necessario il ricovero. L'ospedale agisce su due fronti: l'ossigenzazione e l'alimentazione. Il bambino, infatti, talvolta rifiuta il seno o il biberon". Un problema particolarmente insidioso per un bimbo di basso peso. "Questa è la prima epidemia dell'anno: oggi abbiamo 7-8 bimbi in terapia d'urgenza sotto ossigeno per bronchiolite. Una situazione che si manterrà a questi livelli fino a febbraio, quando ci sarà anche un decremento dei casi di virus invernali", conclude Reale.

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