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Oops!, nel cervello zona che si attiva se non riusciamo a fermarci

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domenica 10 dicembre 2017
2' di lettura

Roma, 7 dic. (AdnKronos Salute) (EMBARGO ALLE 18.00) - Quando proviamo a fermarci di colpo, magari perché stiamo camminando e notiamo all'improvviso una pozzanghera, spesso questo 'stop' risulta impossibile, e i neuroscienziati della Johns Hopkins University (Usa) hanno scoperto perché e come si organizza il cervello per rimediare. E cioè attivando una zona scherzosamente ribattezzata dagli esperti 'oops'. Interrompere un comportamento programmato richiede una 'coreografia' estremamente veloce a livello di diverse aree del cervello, hanno scoperto gli esperti. E se cambiamo idea all'improvviso riguardo a quel passo, magari qualche millisecondo dopo che i muscoli hanno ricevuto dal cervello il messaggio iniziale 'cammina', semplicemente non riusciamo a fermarci. "Occorre elaborare questi pezzi di informazioni molto velocemente - dice l'autore capo della ricerca, Susan Courtney - e la domanda è: quando ci riusciamo e quando invece falliamo?". Su 'Neuron', gli studiosi raccontano di aver mappato su modello umano e animale, tramite risonanza magnetica e alcuni esperimenti pratici, la base neurale dell'inibizione del movimento. Contribuendo a spiegare anche cosa succede quando si invecchia o quando si diventa dipendenti da qualche sostanza e non si riesce a smettere di assumerla. E se finora si pensava che fosse solo una la regione cerebrale a essere attivata quando si cambia programma, i nuovi dati suggeriscono che si tratta piuttosto di un'interazione fra due aree nella corteccia prefrontale. C'è anche un'altra zona coinvolta, appunto la zona ribattezzata 'oops', la quale si occupa di elaborare le azioni necessarie in caso di mancato 'stop'. Insomma, se le tre aree collaborano al meglio, si è capaci di interrompere con successo la propria azione. La chiave è il tempo: pare che se il comando di correzione arriva dopo meno di 100 millisecondi, c'è un'alta probabilità di riuscita. Se si va oltre i 200 millisecondi, circa un quarto di secondo, è molto probabile fallire.

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