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12 Centri HUB italiani si uniscono per creare un database sul dolore

di Maria Rita Montebelli sabato 30 gennaio 2016

3' di lettura

«Il dolore è una malattia ‘fuorilegge’. Ma da oggi c’è un gruppo coeso di ricercatori, figli della Legge 38, che si batte per farla rispettare e per tutelare i cittadini: ecco perché abbiamo dato vita a PINHUB». Queste le parole con cui Renato Vellucci, Presidente del Comitato Esecutivo di PINHUB e Dirigente Medico del Dipartimento anestesia e rianimazione dell'AOU Careggi, ha aperto ufficialmente i lavori del 1° Scientific Forum a Firenze, evento di presentazione di PINHUB. PINHUB è la prima rete nazionale di terapia del dolore che unisce in un ‘network del dolore’ i Centri HUB da tutta Italia: hanno già aderito i Centri HUB di Cagliari, Cosenza, Cremona, Firenze, Garbagnate Milanese, Giugliano in Campania, Napoli (Azienda Ospedaliera V. Monaldi e Istituto Nazionale Tumori-Irccs Fondazione Pascale), Parma, Pisa, Roma e Siena, e altri ancora (quattro solo nelle prossime settimane) sono in arrivo. Una sfida importante per un progetto che nasce nel segno della ricerca e della condivisione, per essere accreditato dalla Conferenza Stato-Regioni e poter collaborare con le Società Scientifiche supportandole nel loro lavoro. Obiettivo: superare le differenze regionali nella cura del cittadino con dolore, per garantire una reale applicazione di quella Legge sulla terapia del dolore e la cure palliative, la 38/2010, che è considerata un’eccellenza a livello europeo. E sono tanti i progetti che PINHUB porterà avanti, presentati nel corso del 1° Scientific Forum appena concluso a Firenze alla presenza dei responsabili dei Centri Hub, di medici e ricercatori di tutta Italia e del Consigliere Regionale Stefano Scaramelli, in rappresentanza delle istituzioni. A cominciare dal coinvolgimento dei Centri HUB nel progetto Pain-OMICS, una ricerca scientifica internazionale che prevede di arruolare entro  la fine del 2016, solo in Italia, circa 5 mila pazienti per identificare la cause che portano alla transizione da mal di schiena acuto (episodio singolo) a mal di schiena persistente/cronico (che dura più di 12 settimane). Ma non solo: PINHUB si farà promotore anche di un progetto con una grande valenza sociale per estendere la somministrazione di cure per la terapia del dolore anche nelle carceri. ‘Arrestare il dolore per liberare un diritto’: questo il nome del progetto che Pietro Vassetti, Responsabile Centro HUB Regionale PO San Giuliano ASL Napoli 2 Nord,  ha presentato a Firenze. Il primo carcere in cui questo servizio è stato applicato ad oggi, unico in Italia, è quello femminile di Pozzuoli, e dal 17 di marzo sarà esteso anche a quello maschile di Poggioreale: «Si tratta di un progetto molto importante: anche chi è in carcere deve vedere rispettati i propri diritti, nel rispetto della Legge 38 – commenta Vassetti – e adesso, grazie al network esteso di PINHUB; contiamo di estendere questo diritto anche alle strutture penitenziarie di tutte le altre regioni italiane. Il dolore deve essere ‘fuorilegge’ anche nelle carceri». E sono tanti altri i progetti in programma per il 2016. PINHUB ha dato vita ad un apposito Numero Verde (800.178.541) aperto a tutti i cittadini che hanno avuto un episodio improvviso di dolore acuto alla schiena, che potranno essere indirizzati al Centro HUB più vicino. «La parola chiave di questo progetto è ‘alleanza’ – commenta Guido Fanelli, ordinario  di anestesia, rianimazione e terapia del dolore all'Università di Parma e Direttore Scientifico del progetto PINHUB – e infatti questo progetto non solo andrà a coinvolgere i Centri Hub di tutte le Regioni, uniti nel superare le disparità nei trattamenti dei pazienti, ma anche i medici di famiglia, che hanno un primo contatto fondamentale con il cittadino, e le farmacie: stiamo infatti concludendo un accordo con la Federazione Ordini Farmacisti Italiani (Fofi) per lanciare una grande campagna informativa nazionale. Il dado è tratto: PINHUB oggi ha fatto solo un primo passo, la strada da percorrere è ancora lunga». (DANIEL MAYER)

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