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La parola è "terapeutica"?scrivi a www.iltuodiabete.it

di Maria Rita Montebelli domenica 18 maggio 2014

3' di lettura

Finalmente il Dottor Web varca i confini del virtuale: prima in Italia, DOC Generici offre ai pazienti diabetici uno spazio per esprimersi liberamente con il supporto di chi i pazienti li segue davvero: L’AMD, Associazione Medici Diabetologi e la SIMG, Società Italiana di Medicina Generale. Da oggi, il sito www.iltuodiabete.it consentirà ai pazienti di diventare protagonisti attivi della loro salute attraverso la condivisione della quotidianità in rete perché gli aspetti clinici non sono più separati dagli aspetti autobiografici della malattia, dagli stili di vita e dalla prevenzione. Accompagnare i malati cronici di diabete nell’autogestione della propria patologia rappresenta ormai da anni una prerogativa essenziale dell’approccio medico-scientifico. E se il rapporto medico-paziente rimane fondamentale, la condivisione di sintomi e dubbi legati alla malattia con una più ampia cerchia di persone permette di rispondere alle incertezze velocemente e in una modalità che fa bene al cuore, perché la parola è terapeutica e cura insieme ai farmaci. Ieri il sintomo veniva condiviso soprattutto nell’ambito famigliare, in cerca di un parere vicino e di un conforto: parenti, amici stretti, persone fidate rappresentavano, e ancora rappresentano, il primo e più naturale salvagente alle insicurezze e paure di ciascuno; attraverso lunghe telefonate, le confidenze richiamavano esperienze simili che fornivano rassicuranti termini di paragone. Oggi la domanda è: come si autogestisce il diabete nell’era della Salute 2.0? Al consiglio di parenti e amici viene affiancato, se non addirittura sostituito, un conforto di più ampio respiro che si nutre ed alimenta nella grande famiglia della rete, dove le informazioni sono veloci, chiare e facilmente interpretabili. Se la responsabilità delle cure resta affidata al medico, al web le persone chiedono qualcosa che integri la disponibilità del medico a comunicare e informare. Si sta evolvendo una nuova specie: il paziente “surfer”, che naviga costantemente nell’oceano del web e incalza il medico curante, lo mette alla prova, ne contesta le affermazioni, quasi si contrappone alla pari. Ma se da un lato la rete consente l’accesso a un serbatoio illimitato di notizie, dall’altro la cosiddetta diagnosi online espone gli utenti al rischio di incorrere in informazioni scorrette, non aggiornate, parziali e inaffidabili. All’efficienza con il quale il browser rintraccia le informazioni desiderate purtroppo non corrisponde un livello di qualità adeguato. Il bollino blu dei medici. “La malattia di per sé crea ansia, spingendo a cercare e a confrontare le informazioni con altre persone nelle nostre medesime condizioni. La rete, come dimostrano le indagini, è la prima fonte di queste informazioni. E’ fondamentale che sul web vi siano informazioni ‘garantite’, a fare da contraltare ai milioni di informazioni soggettive e non documentate o ad altre fornite con intenti commerciali e promozionali. In questa prospettiva, Associazione Medici Diabetologi si è attivata, da oltre dieci anni, sia con siti e iniziative online dedicate alle persone con diabete e ai loro famigliari, sia con siti che possano dare giusti consigli sulla prevenzione del diabete.”, commenta Antonio Ceriello, presidente AMD-Associazione Medici Diabetologi. “L'illusione di poter accedere a qualunque informazione riguardante la salute delle persone e' ormai pervasiva. Il web propone notizie, consigli, cure, soluzioni e prodotti, celati sotto l'aspetto della obiettivita' e della indipendenza di giudizio. Questo fenomeno crea confusione e crescente disinformazione nei cittadini e va risolta attraverso la creazione di fonti di informazione accreditate e certificate da Società scientifiche autorevoli come SIMG e AMD che garantiscano l'autorevolezza dei consigli presenti nei proporsi” dice Claudio Cricelli, Presidente SIMG-Società Italiana di Medicina Generale. "I progressi in ambito medico, farmacologico e sportivo non solo hanno permesso la convivenza tra diabete e sport, anche agonistico, ma hanno dimostrato come l'attività fisica rappresenti uno dei migliori strumenti preventivi per il diabete e le sue complicanze.I benefici dell'attività fisica non si limitano a un generico miglioramento della qualità della vita, ma inducono nell'organismo aggiustamenti ed adattamenti che lo potenziano dal punto di vista metabolico, cardiovascolare, immunologico ed anche psicologico.”, conclude Alessandro Biffi, Past President Società Italiana di Cardiologia dello Sport. (IS. SER.)

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