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“Distinguere allergie da intolleranzee attenzione ai sintomi respiratori”

di Maria Rita Montebelli domenica 25 ottobre 2015

3' di lettura

Le allergie, sia respiratorie che alimentari, colpiscono in Italia 15 milioni di persone. Un numero importante, ma destinato a crescere, si stima, infatti, che nel 2025 ben il 50% della popolazione italiana diventerà allergica. Eccesiva igienizzazione del nostro stile di vita, inquinamento, ritardo diagnostico ma anche un costante banalizzazione dei sintomi, sono tra le principali cause di questo aumento che si prevede costante nel tempo. Di questo e di molto altro si parlerà nel prossimo Congresso Nazionale di AAITO – Associazione Allergologi Immunologi Territoriale Ospedalieri – in programma a Bergamo dal 22 al 24 ottobre 2015. “Nonostante le allergie siano un argomento sempre più di attualità, c’è molta confusione, il che aggrava spesso i costi socio economici di queste patologie – afferma Maria Beatrice Bilò, Presidente AAITO – Il continuo peregrinare dei pazienti tra vari specialisti e figure non mediche con conseguente ritardo della diagnosi, la mancata appropriatezza prescrittiva e l’inevitabile peggioramento della qualità della vita del paziente sono solo alcune delle conseguenze di questa confusione e banalizzazione, in un momento in cui è forte la richiesta di uno sforzo generale per garantire la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale”. Allergie e intolleranze alimentari sono diverse. I dati epidemiologici ci dicono che c’è una discrepanza tra la percezione che hanno i pazienti di soffrire di allergia alimentare e la reale prevalenza della patologia (che interessa circa il 2-4 % della popolazione adulta) quando viene eseguita una diagnosi corretta con utilizzo di metodiche validate scientificamente.  “Le intolleranze hanno per lo più sintomi gastrointestinali e nessuna mediazione immunologica, il cui esempio più classico è rappresentato dalla intolleranza al lattosio – continua Bilò – Invece le allergie implicano l’intervento del sistema immunitario e la produzione di anticorpi specifici detti immunoglobuline di tipo IgE e possono provocare sintomi che vanno dall’orticaria generalizzata alla difficoltà respiratoria grave, fino nei casi più gravi allo shock anafilattico”. Le manifestazioni cliniche, i percorsi diagnostici ma soprattutto le terapie sono differenti. Comprendere la differenza e rivolgersi a uno specialista è quindi fondamentale. Attenzione ai test. Per quanto riguarda le diagnosi delle allergie alimentari, molto spesso è lo stesso paziente che banalizza la propria sintomatologia e/o si avvale di test diagnostici non attendibili, come quello del capello, la biorisonanza, l’iridologia, il test da sforzo muscolare (Dria) durante somministrazione di allergene. L’utilizzo indiscriminato di queste metodiche diagnostiche può portare non solo ad un danno economico per i pazienti ma anche a gravi ripercussioni sulla loro salute perché inducono i pazienti ad eseguire troppo spesso diete ristrette in grado di determinare carenze nutrizionali e disturbi del comportamento alimentare. Gli highlights dal Congresso Nazionale AAITO. La tre giorni congressuale, come accennato, toccherà molti temi di grande rilevanza scientifica e sociale, tra i quali si segnala in particolare la tavola rotonda inaugurale, organizzata in collaborazione con FederAsma e Allergie Onlus Fondazione Italiana Pazienti e Food Allergy Italia, nella quale si farà il punto sulla gestione dell’anafilassi nei luoghi pubblici e nelle scuole. Relazioni di grande interesse, presenteranno la situazione su “nuovi allergeni alimentari”, sui possibili interventi tecnologici per limitare l’allergenicità degli alimenti ed ancora le influenze ambientali sugli allergeni respiratori ed alimentari. (CARLOTTA DONNINI)

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Allergie
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Maria Beatrice Bilò

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