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Fondazione IBSA: tuteliamo i neo-ricercatori scientifici

Continua il sostegno di Fondazione IBSA verso i giovani ricercatori, sono aperti tre bandi per borse di studio in endocrinologia, fertilità, e terapia del dolore
di Maria Rita Montebelli giovedì 24 aprile 2014

4' di lettura

La ricerca costituisce il pilastro fondamentale per lo sviluppo della nostra società ed è premessa essenziale per un futuro in costante crescita evolutiva. Purtroppo in Italia i fondi destinati alla ricerca scientifica non sono adeguati mentre per sperare in un futuro migliore, in qualità di vita e benessere, è necessario investire nella ricerca. E’ questa consapevolezza che ha portato alla nascita della Fondazione IBSA - dell'omonima azienda farmaceutica svizzera - grazie alla quale gli studi in campo medico e clinico, ricevono un sostegno importante per il proprio sviluppo. Infatti sin dalle origini la Fondazione si è distinta per l’intensa attività di promozione e divulgazione della scienza in diversi settori scientifici quali endocrinologia, fertilità, reumatologia, pneumologia, urologia, dermatologia e terapia del dolore. “L’industria deve anche sostenere la ricerca. Senza ricerca si muore" ha dichiarato il Presidente e Fondatore Arturo Licenziati, parole incisive che racchiudono lo scopo della Fondazione: fare ricerca vuol dire investire sul futuro. Borse di studio 2013. Sono stati premiati a Lugano i vincitori delle 2 borse di studio per l’anno 2013, il riconoscimento è andato ad Anna Scanu per l’area reumatologica e a Jingjing Chen per quella della dermatologia. Le due borse di studio, del valore di 24 mila euro l’una, hanno come scopo quello di sostenere i giovani scienziati under 40, coloro i quali ogni giorno si dividono tra laboratori e corsie di ospedale in condizioni di grande disagio e precarietà. È a questi studiosi, che la Fondazione IBSA ha destinato una parte rilevante di aiuti, affinché i loro studi possano trasformarsi in vere e proprie terapie. Purtroppo gli scienziati sono spesso costretti a sviluppare i loro progetti tra mille incertezze e impedimenti, lavorando in situazioni difficili e dovendo superare numerosi ostacoli per poter reperire le risorse adeguate per perfezionare le proprie ricerche. “La nostra Fondazione nasce con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per la diffusione della cultura scientifica di qualità – dichiara Silvia Misiti, direttore della Fondazione IBSA – proprio per questo crediamo che, in un momento di particolare difficoltà per la ricerca, sia necessario supportare i giovani ricercatori e le loro intuizioni affinché possano contribuire appieno allo sviluppo scientifico. Le numerose proposte ricevute da giovani ricercatori provenienti da tutta Europa non possono che indurci a confermare l’assegnazione di altre borse di studio nel 2014.” La premiazione è stata anche l'occasione per annunciare l’apertura di tre nuovi bandi per il 2014. Il successo del primo anno, infatti, ha convinto la Fondazione a confermare il suo impegno con l’erogazione di 3 nuove borse di studio nelle aree di endocrinologia, fertilità e terapia del dolore. I premiati. La prima borsa di studio del valore di 24 mila euro è andata ad Anna Scanu, post doc presso l’Unità di Reumatologia dell’Università di Padova (Italia), la quale ha presentato uno studio sul ruolo del liquido sinoviale nelle artriti da cristalli, infiammazioni che derivano dal deposito di elementi di minuscola entità all’interno dell’organismo. Proprio la deposizione di cristalli di acido urico nelle articolazioni causa la forma di artropatia più diffusa, la gotta, comune soprattutto negli uomini e nelle donne oltre una certa età e che colpisce oggi l’uno o il 2% della popolazione che vive in Occidente. Il progetto cerca di capire il ruolo dell’inflammasoma (complesso enzimatico coinvolto nell’attivazione dell’infiammazione) per identificare le molecole maggiormente implicate nella risposta immunitaria. Obiettivo del progetto è quello di studiarne i meccanismi per giungere a cure più efficaci e personalizzate per prevenire e trattare questo tipo di malattie. “Sono felice che la Fondazione IBSA abbia scelto questo progetto – ha dichiarato Anna Scanu – con la borsa di studio e la possibilità di portare avanti il lavoro presso i laboratori di ricerca del Professor Leonardo Punzi, cercherò di identificare le molecole e i meccanismi principalmente coinvolti nell’attivazione e nell’amplificazione della risposta infiammatoria indotta da microcristalli. I risultati consentiranno di individuare nuovi potenziali target per l'intervento farmacologico nella prevenzione e nel trattamento delle artriti microcristalline, e lo sviluppo di una migliore terapia farmacologica ‘su misura’ per ogni paziente.” A Jingjing Chen, ricercatore di nazionalità cinese, post doc presso l’Istituto Oncologico di Ricerca di Bellinzona, in Svizzera è andata la seconda borsa di studio, sempre del valore di 24 mila euro. Il focus del suo progetto è lo studio della senescenza cellulare nel melanoma, forma di cancro della pelle particolarmente aggressiva e maggiore causa di morte per tumori cutanei. I pazienti affetti da melanoma metastatico sono di solito refrattari alle terapie classiche, la maggior parte infatti ha ricadute a pochi mesi dal trattamento. Ciò anche a causa della mutazione del gene PTEN che rappresenta uno dei principali oncosoppressori del nostro corpo. L’obiettivo dello studio è quello di analizzare questi meccanismi per arrestare la proliferazione di cellule tumorali e incoraggiare la cura del cancro attivando la risposta immunitaria dell’organismo del malato. “Dedico questa borsa di studio – ha commentato Jingjing Chen – a mia moglie e alla mia famiglia, ma soprattutto vorrei ringraziare la Fondazione IBSA per questo riconoscimento che per me rappresenta un importante sostegno alla mia attività. Continuerò a lavorare intensamente insieme al Professor Andrea Alimonti, mio supervisore, nella identificazione di nuove terapie pro-senescenti rivolte alla cura del melanoma con lo scopo di incrementare le probabilità di risposte in questa terribile malattia.” (GIOIA TAGLIENTE)

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