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La Fibrillazione Atriale in EuropaLe raccomandazioni degli esperti

di Maria Rita Montebelli domenica 7 giugno 2015

3' di lettura

E’ un dato quasi ‘matematico’: più la popolazione invecchia, più aumenta la prevalenza della fibrillazione atriale, la forma più comune di aritmia cardiaca. Al punto che nel 2060 il numero totale di individui con fibrillazione atriale passerà rispetto gli attuali 8,9 milioni, a oltre il doppio (18,8). Come dire circa 3,3% della popolazione europea. Proprio con l’obiettivo ambizioso di affrontare questa sfida, RAND Europe – un’organizzazione di ricerca indipendente – ha deciso di condurre un’analisi qualitativa sulla gestione della fibrillazione atriale grazie ad un grant di Daiichi Sankyo Europe, per individuare dove intervenire e cosa sia possibile migliorare nei prossimi due lustri. Con un occhio all’uso degli anticoagulanti orali in sei paesi europei – Belgio, Francia, Germania, Italia spagna e Regno Unito – all’interno della Future of Anticoagulation Initiative, guidata da uno Steering Committee di dieci esperti in rappresentanza di pazienti, medici e ricercatori, presentata oggi alla stampa a Bruxelles da John Camm, professore di cardiologia clinica al St. George hospital di Londra e Chairman dello Steering Committee, Roberto Bertollini, Chief Scientist e rappresentante OMS presso l’Unione Europea, Johanna Chatway, direttrice del gruppo di ricerca della RAND Europe e Trudie C. Lobban, fondatrice e C&O dell’Associazione sulla Fibrillazione Atriale (AFA). Lo studio. Seguendo le indicazioni dello Steering Committee i ricercatori hanno effettuato uno studio attento di tutta la letteratura e le linee guida in questo settore, effettuando nel contempo una sessantina di interviste con rappresentanti dei pazienti, di medici, di amministratori e di infermieri nelle sei nazioni prescelte, effettuando un’indagine su tutti i fattori che impattano sulla fibrillazione Atriale – da quello sociali a quelli politici, da quelli economici a quelli tecnologici fino agli aspetti ambientali e legali – elaborando una serie di possibili scenari per la gestione della Fibrillazione Atriale nel prossimo futuro. I punti chiave. Questi i punti chiave elaborati dai ricercatori: . la Fibrillazione Atriale può essere constatata con un semplice controllo manuale del polso e verificata con un elettrocardiogramma . Purtroppo questa patologia è molto sotto diagnosticata, e molti pazienti vengono identificati solo durante controlli medici per altre patologie . La sottodiagnosi è giustificata in gran parte dalla sintomaticità della Fibrillazione Atriale e dei suoi sintomi . Un odei sistemi per migliorare la diagnosi è stato raccomandato proprio dalla Società Europea di Cardiologia, che ha suggerito questo tipo di controlli ai medici soprattutto nei pazienti ad alto rischio. La gestione della patologia. I ricercatori di RAND Europe hanno evidenziato questi punti chiave: . Nei pazienti con FA l’obiettivo primo della terapia è quello di correggere l’irregolarità del ritmo e evitare il rischio di infarti causati dalla FA . La terapia d’elezione resta al momento – con l’obiettivo di evitare il conseguente stroke – quella di prevenire la formazione di trombi mediante l’assunzione di anticoagulanti orali . due sono le classi di anticoagulanti orali al momento disponibili e utilizzati: gli antagonisti della vitamina K come il warfarin e i più recenti anticoagulanti orali non antagonisti della vitamina K . il problema resta quello dell’ uso non corretto – eccessivo o sotto dosato – degli anticoagulanti orali. Le raccomandazioni. Sula base di queste considerazioni i ricercatori hanno elaborato una serie di raccomandazioni specifiche per la gestione della FA suddividendole in due categorie: quelli ‘immediate’ e quelle più a lungo termine. Le più immediate sono: . Migliorare la conoscenza della Fibrillazione Atriale tra il grande pubblico e i decisori politici . supportare concretamente l’educazione sulla Fibrillazione Atriale tra i pazienti e gli Health Care Providers . Mantenere uno stretto contatto tra la ricerca sulla Fibrillazione Atriale e i servizi sanitari Per quanto riguarda, invece le raccomandazioni più a lungo termine i ricercatori suggeriscono che: . una visione a lungo termine relativamente alla decisioni relative alla spesa per la conoscenza della FA, per l’educazione, l’assistenza e il management è determinante per migliorare i risultati a livello sanitario . si registra un bisogno di miglioramento progressivo della stratificazione e della personalizzazione della cura dei pazienti . L’incremento dell’interazione tra l’assistenza primaria, quella di comunità, quella secondaria e di terzo livello può aiutare sostanzialmente la condivisione delle conoscenze e un approccio integrato al paziente . monitorare lo sviluppo di dispositivi e di dati può massimizzare i benefici della gestione della Fibrillazione Atriale. (ANDREA SERMONTI) Il rapporto è disponibile on line nella versione integrale sul sito di RAND Europe: www.rand.org/t/rr1053

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