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Medici di famiglia e ricerca: grandi numeri e rapporto con il paziente

di Maria Rita Montebelli domenica 19 aprile 2015

3' di lettura

La Scuola di Ricerca in Medicina Generale nasce grazie a una erogazione liberale di MSD Italia: questo progetto può essere considerato un modello di collaborazione proficua e trasparente tra aziende farmaceutiche e classe medica che apre una nuova strada per il futuro? Direi senz’altro di sì, nel senso che la collaborazione tra medici e aziende farmaceutiche, che risponde a precisi e noti requisiti, è impostata in questo caso, come in altri, all’insegna della trasparenza. La collaborazione nasce per lavorare insieme alla sorveglianza post-marketing dell’efficacia e della sicurezza del farmaco e per esplorare quelli che sono i suoi limiti, così da offrire al Medico di Medicina Generale la possibilità di gestire i farmaci nel migliore dei modi e di apportare, se possibile, modificazioni al loro impiego, ovviamente nel rispetto del paziente. La donazione da parte di Merck & Co. per tramite della sua controllata MSD Italia ci ha consentito di fondare una Scuola di Ricerca il cui impegno speriamo possa proseguire negli anni e grazie alla quale potremo formare centinaia di Medici di Medicina Generale che aspirano a dedicarsi all’insegnamento. Uno dei capisaldi della mission di FIMMG è promuovere progetti e iniziative mirati alla qualificazione professionale dei Medici di Medicina Generale e alla Ricerca in Medicina Generale: in questo scenario qual è la rilevanza della nuova Scuola di Ricerca in Medicina Generale? Possiamo affermare che la Scuola di Ricerca in Medicina Generale arriva in un momento importante e rappresenta un passaggio fondamentale, perché mentre si definisce il cambiamento della Medicina Generale da disciplina esercitata dal singolo a disciplina di squadra, cresce la consapevolezza di dover introdurre in questo ambito la ricerca clinica che è ormai uno dei compiti essenziali del Medico di Medicina Generale e permetterà di consolidare una parte importante del lavoro medico, ossia l’insegnamento. L’obiettivo della Scuola di Ricerca è che all’interno di ogni “aggregazione funzionale di territorio”, entità organizzativa che presto coinvolgerà tutti i Medici di Medicina Generale, sia presente un medico appositamente formato in ricerca. La presenza di un medico dedicato alla ricerca clinica rappresenterà un valore aggiunto dal momento che questa figura sarà in grado sia di assemblare i grandi numeri che contraddistinguono la Medicina Generale sia di progettare una ricerca, di elaborare e interpretare i risultati ottenuti. Qual è il valore della relazione Medico di Medicina Generale-paziente? Quanto è importante nell’ottica della diagnosi precoce di molte patologie, ma anche nella gestione corretta delle patologie croniche e dell’approccio al farmaco? L’alleanza tra MMG e paziente è un punto fondamentale dell’attività professionale; è un rapporto di fiducia senza il quale la stessa professione medica perde il suo più profondo significato e va oltre i cambiamenti profondi che la nostra professione ha subito nel corso degli ultimi vent’anni. Si tratta di un linguaggio-dialogo che il paziente instaura con il suo medico e che permette a quest’ultimo una conoscenza approfondita della persona-paziente, per personalizzare al massimo non solo le cure, ma i consigli, attraverso una spontanea attività medica di counselling. Tutto questo ha risvolti positivi nella gestione delle patologie in acuto ma anche, e soprattutto, nelle forme croniche. Il massimo effetto di questa alleanza si raggiunge nell’aderenza alle terapie che, come sappiamo, è alla base del successo del trattamento. (STEFANO SERMONTI)  

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