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Le prugne della California?“Ottime per ossa e diabete”

Secondo la Commissione Europea “mangiare prugne secche è benefico per la salute dell'apparato digerente”. Infatti è l'unico frutto intero secco ad aver ottenuto l’approvazione di un claim salutistico
di Maria Rita Montebelli venerdì 28 marzo 2014

4' di lettura

Anche se rappresentiamo il sesto mercato al mondo per le prugne l’Italia ancora una volta è indietro nelle classifiche dei comportamenti virtuosi: mentre l’assunzione di fibre raccomandata è di 25 grammi al giorno, noi siamo ad una media di 18,6. Proprio per questo motivo la decisione dell’EFSA di autorizzare il claim che ‘mangiare prugne secche è benefico per la salute dell'apparato digerente’ è stato accolto dal California Prune Board, il consorzio che racchiude i produttori di Prugne della California, in maniera molto positiva. La decisione dell’EFSA è il risultato di sei anni di studi approfonditi per dimostrare l'effetto benefico delle prugne secche per la salute dell'apparato digerente, e riunisce le evidenze scientifiche di una serie di studi in materia di funzionalità intestinale a seguito dell’introduzione di prugne secche nella dieta. Le prugne secche hanno infatti un alto contenuto di fibra alimentare, e tre prugne secche della California costituiscono una delle cinque porzioni al giorno di frutta e verdura necessarie per una dieta sana ed equilibrata. Mangiarne 100 gr al giorno (pari a 8-12 prugne) garantisce un effetto benefico per la salute dell’apparato digerente, e fornisce oltre un quarto (7.1 gr) della quantità raccomandata di 25 gr di fibre al giorno, rendendole quindi un’ottima soluzione per aumentare l’apporto di fibre nella dieta. Benefici per ossa e diabete. Una ricerca pubblicata sul British Medical Journal evidenzia che aumentare il consumo di alcuni frutti interi, tra cui le prugne secche, al posto del succo di frutta, può aiutare a ridurre il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Lo studio sostiene che c’è una differenza significativa nella relazione tra i diversi frutti e il rischio di diabete di tipo 2. La ricerca mostra che un maggior consumo di succhi di frutta è associato a un aumento del rischio di diabete di tipo 2, mentre sostituire il succo con la frutta intera è associato a un minor rischio. I ricercatori hanno scoperto che sostituendo tre porzioni alla settimana di succo di frutta con alcuni tipi di frutti interi si riduce il rischio di diabete di tipo 2. Per quanto riguarda le prugne secche, si è osservata una riduzione del rischio pari al 18%. Sebbene molti studi si concentrino sul ruolo del calcio nell’osteoporosi, la ricerca sta esaminando il legame positivo tra l’assunzione di frutta e verdura, i nutrienti che esse contengono, e la salute delle ossa (Tucker 2009). Per contribuire a neutralizzare gli acidi creati per la digestione e il metabolismo, le cellule traggono minerali dall’osso, e ciò può abbassare la densità ossea. I ricercatori pensano che il potassio e il magnesio, presenti in alcuni frutti e verdure, neutralizzino questo acido e scoraggino o rallentino la perdita ossea. Inoltre, frutta e verdura forniscono sostanze nutrienti che agiscono come enzimi o co-fattori nella costruzione delle ossa, e anche i loro componenti non-nutrienti, come le sostanze fitochimiche, potrebbero svolgere un ruolo in questo processo. È stato suggerito inoltre che l’alto contenuto di alcalina e potassio nelle prugne secche potrebbe contribuire al loro effetti benefici sulle ossa (Halloran 2009). Il commento degli esperti. Jennette Higgs, nutrizionista del California Prune Board ha commentato: “Assumere la quantità giornaliera raccomandata di 5 porzioni di frutta e verdura può essere difficile, e molte persone ricorrono al succo di frutta perché rappresenta un’opzione più facile e veloce, senza sapere che non è una valida alternativa al frutto intero in termini di benefici per la salute. Un bicchiere di succo di frutta può contenere grandi quantità di zucchero, mentre tutte le fibre importanti tendenzialmente vanno perse. Perciò optare per la scelta più facile, il succo di frutta, invece del frutto intero fresco o essiccato potrebbe esporre a maggiori rischi per la salute”. Le fa eco la nutrizionista Evelina Flachi: "Lo zucchero di per sé non è un nemico! Il problema è piuttosto l’apporto totale di zuccheri che assumiamo inconsapevolmente nella giornata attraverso cibi e bevande. Teniamo presente che se eccediamo nel loro consumo senza un adeguato dispendio energetico possiamo superare di molto e senza rendercene conto le calorie giornaliere di cui abbiamo bisogno. È inoltre importante notare che lo zucchero assunto con la frutta intera, per la ricchezza di fibre di cui è composta, viene assorbito più lentamente dall’organismo ed inoltre viene favorito un maggior effetto saziante. Quindi, se vogliamo controllare l’apporto calorico quotidiano, oltre a valutare qualità e quantità dei cibi, potremo diminuire i grassi e non eccedere negli zuccheri in genere senza dover necessariamente evitare o ridurre il consumo di frutta. Tre prugne della California possono essere una delle cinque porzioni giornaliere raccomandate per un corretto consumo di frutta e verdura e forniscono alla nostra dieta abituale, in modo semplice e gustoso, un adeguato apporto di fibre utili al benessere dell’organismo”, conclude la dottoressa Flachi. (IS. SER.)  

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