Ogni giorno il cuore lavora senza sosta per pompare il sangue in tutto il corpo. Durante questo processo il sangue esercita una forza sulle pareti delle arterie, chiamata pressione arteriosa, un importante indicatore della salute cardiovascolare. La pressione viene espressa attraverso due valori: la pressione sistolica o “massima”, che si registra quando il cuore si contrae, e la pressione diastolica o “minima”, che corrisponde al momento di rilassamento del cuore tra un battito e l’altro.
Per misurare correttamente la pressione è importante scegliere momenti della giornata in cui il corpo è in condizioni di riposo. Gli orari migliori sono generalmente la mattina, poco dopo il risveglio e prima di colazione, e la sera prima di cena o di andare a dormire. Prima della misurazione è consigliabile restare seduti e rilassati per alcuni minuti, evitando caffè, fumo o attività fisica intensa. Quando i valori della pressione rimangono costantemente elevati si parla di ipertensione arteriosa, una condizione molto diffusa che aumenta il rischio di infarto, ictus e altre malattie cardiovascolari. L’ipertensione viene spesso definita “killer silenzioso” perché può non dare sintomi evidenti per molti anni.
La classificazione della pressione arteriosa permette di capire quando i valori iniziano a diventare rischiosi. Una pressione inferiore a 120/80 mmHg è considerata ottimale, mentre valori tra 120-129/80-84 rientrano nella norma. Quando i valori raggiungono 130-139/85-89 si parla di pressione normale-alta, una situazione da controllare attentamente perché può evolvere in ipertensione. L’ipertensione viene poi distinta in tre gradi: nel grado 1 i valori sono moderatamente elevati, nel grado 2 aumentano ulteriormente, mentre nel grado 3 superano i 180/110 mmHg e il rischio cardiovascolare diventa molto elevato. Esiste inoltre l’ipertensione sistolica isolata, frequente soprattutto negli anziani, nella quale aumenta solo la pressione massima mentre la minima rimane normale.
Come sottolinea il Dott. Davide Moioli, medico chirurgo, “l’ipertensione arteriosa è tendenzialmente non sintomatica; tuttavia, quando i livelli pressori sono elevati, possono comparire alcuni sintomi come mal di testa, vertigini, ronzii alle orecchie, palpitazioni, affaticamento, vista offuscata, epistassi e, in alcuni casi, dolore toracico.” Il medico aggiunge inoltre che, “nei casi in cui la pressione sia molto alta o si verifichi una crisi ipertensiva, possono manifestarsi sintomi più gravi come forte cefalea, confusione mentale, dolore al petto, difficoltà respiratoria, deficit neurologici e nausea o vomito.”
Lo stile di vita influisce molto sulla pressione arteriosa. Alimentazione ricca di sale, sedentarietà, stress, fumo e abuso di alcol possono favorire l’ipertensione, mentre attività fisica regolare, dieta equilibrata e controlli periodici aiutano a mantenere il cuore in salute.