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IL CIBO SENZA VELI: DAL MERCATO AL SUPERMERCATO

Un manuale per capire cosa si nasconde (calorie, grassi, carboidrati) dietro quello che mangiamo. E per leggere tra le righe delle etichette
di Laura Monti giovedì 11 ottobre 2012

Camillo Ricordi

2' di lettura

Mangiare sano, è noto, fa bene a tutti. Ma per qualcuno, come le persone con diabete, una corretta alimentazione è  parte integrante del trattamento. Cosa significa però esattamente ‘alimentazione corretta’ e chi la insegna a queste persone o alle famiglie con bambini affetti da diabete di tipo1? Idealmente il medico e lo staff del centro diabetologico ma, più spesso, nessuno. A dare una mano in questa direzione ci ha pensato la Fondazione Italiana Diabete (FID) onlus che, in collaborazione con l’Ospedale ‘Niguarda’ di Milano e il Diabetes Research Institute (DRI) di Miami, diretto dal professor Camillo Ricordi, ha messo a punto “Guarda che cosa mangi”  un coloratissimo manualetto, indispensabile per le persone con diabete ma utile a tutti. “Il soggetto con diabete – spiega il professor Camillo Ricordi, direttore del DRI - non deve mangiare ‘diverso’, ma essere consapevole di ciò che mangia, perché questo gli permette di impostare correttamente la terapia insulinica”. Conta dei carboidrati e tipo di grassi contenuti negli alimenti, ma anche indice glicemico (la ‘velocità’ con la quale il nostro organismo assorbe gli zuccheri contenuti nel cibo e li ‘spara’ nel sangue, causando a volte pericolose impennate della glicemia) diventeranno concetti familiari sfogliando le pagine di questo libro che in pratica fa la ‘radiografia’ tanto ai cibi freschi che a quelli confezionati, ‘di marca’, che troviamo sugli scaffali del supermercato. “In Italia mancava una raccolta di informazioni sui prodotti disponibili in commercio - sottolinea Nicola Zeni, presidente della FID e papà di un bimbo con diabete dall’età di un anno – con questa guida vogliamo dare un contributo a chi soffre di diabete e a tutti quelli che desiderino migliorare la propria alimentazione”. Un manuale dunque per non avere più sorprese e non dover girare con la lente di ingrandimento per leggere le etichette nutrizionali. Ma anche per avere gli strumenti di conoscenza necessari a padroneggiare meglio il diabete. “Uno dei miti da sfatare – conclude il prof. Ricordi – è che un paziente con diabete non possa mangiare come tutti gli altri. Semmai è il contrario! E’ la gente in generale che dovrebbe imparare a mangiare (sano) come una persona con diabete”. Dieta mediterranea, controllo delle porzioni e un po’ di attività fisica sono insomma la ricetta vincente per tutti. Insieme al mantra: ‘mangiare meno, mangiare meglio!’ (LAURA MONTI)

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