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QUELLE MANI CHE NON SANNO APPLAUDIRE

Sono 5 milioni gli italiani affetti da malattie reumatiche. Terapie moderne e diagnosi precoce sono ancora un sogno per molti
di Maria Rita Montebelli giovedì 11 ottobre 2012

3' di lettura

Perdersi in un bicchiere d’acqua. E’ quel che accade alle persone affette da malattie reumatiche, quando tentano di aprire una bottiglia d’acqua. Le mani deformate dall’artrite reumatoide, rendono impossibile compiere gesti quotidiani banali e automatici, come allacciarsi un bottone, svitare una caffettiera, fare una carezza, svitare il tappo di una bottiglia d’acqua, appunto. Per questo la campagna di sensibilizzazione dell’ A.P.MA.R. (Associazione Persone con Malattie Reumatiche) lanciata in occasione della giornata mondiale delle malattie reumatiche ha scelto il claim “Difficile come bere un bicchiere d’acqua”. “Obiettivo della nostra campagna – spiega Antonella Celano, Presidente A.P.MA.R. - e' duplice: da un lato far conoscere i rischi legati alle malattie reumatiche e la necessità di accedere il più precocemente possibile al parere del reumatologo e alle terapie più appropriate; dall’altro sensibilizzare le Istituzioni affinché vengano rimossi i tanti intoppi burocratici che costellano il già difficile percorso per le cure”. ‘Move to improve’ - ‘movimento è vita’ è invece lo slogan scelto per la giornata mondiale da ANMAR (Associazione Nazionale Malati Reumatici) che riprende quello internazionale e allo stesso tempo contiene un appello alle Regioni (‘Muovetevi!’) perché mettano in atto al più presto tutte le azioni necessarie all’ equità di accesso alle cure, ai farmaci biologici e per l’istituzione di un registro per le malattie reumatiche. “Siamo sinceramente preoccupati – dice Gabriella Voltan, presidente ANMAR onlus – che in questo clima di spending review e di caos nelle Regioni ci si dimentichi dei malati reumatici. Se per ogni cittadino è fonte d’indignazione leggere di scandali e uso improprio di fondi pubblici, per un malato è addirittura motivo di disperazione perché vede allontanarsi sempre più la possibilità di avere accesso alle migliori cure possibili, alla diagnosi precoce, ecc. Sappiamo di ‘costare tanto’ e per questo chiediamo non di tagliare, ma di investire con oculatezza nelle migliori terapie. E chiediamo anche che tutti i malati abbiano l’accesso alle migliori cure possibili, indipendentemente dalla loro regione di appartenenza, per non creare malati di serie A e di serie B “. “Oggi i Malati Reumatici corrono il rischio di vedere ulteriormente compromessa la possibilità di essere adeguatamente assistititi – afferma Giovanni Minisola, Presidente della Società Italiana di Reumatologia (SIR) e Primario della Divisione di Reumatologia dell’Ospedale ‘San Camillo’ di Roma - a causa della spending review i cui tagli lineari rischiano di avere effetti devastanti in ambito reumatologico. La riduzione dei posti letto per i Malati Reumatici, i provvedimenti restrittivi rispetto alla prescrizione dei farmaci, l’assenza di una progettualità che favorisca la realizzazione di una rete assistenziale reumatologica, tuteleranno sempre meno il diritto alla salute dei Malati Reumatici”. “Il paziente con artrite reumatoide – spiega il professor Gianfranco Ferraccioli, Direttore dell'Istituto di Reumatologia dell' Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma – oggi ha la possibilità di essere curato come non mai, a patto che venga fatta una diagnosi tempestiva. Per questo è però necessario che il paziente si rivolga, in tempo utile, cioè entro 3 mesi dall’esordio dei sintomi, agli ambulatori di reumatologia specializzati in diagnosi precoci. Per la diagnosi servono esami di laboratorio specifici ed esami strumentali adatti (ecografie articolari e risonanze magnetiche). Questi sono gli elementi che consentono di fotografare il paziente in tutte le sue caratteristiche e che permettono di fare una diagnosi di attività e di severità di malattia. Acquisiti questi dati, il reumatologo può fare una terapia veramente personalizzata, corretta e in regola con quelle che sono le difficoltà finanziarie attuali”. (LAURA MONTI)

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