Non servono mesi di cattive abitudini alimentari per mettere in difficoltà il cervello perché bastano pochi giorni di consumo di cibo spazzatura per compromettere i meccanismi della memoria. È quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Neuron, condotta da un gruppo di neuroscienziati dell’Università del North Carolina, che ha analizzato l’impatto di una dieta ricca di grassi saturi e zuccheri sul funzionamento cerebrale.
Lo studio mostra come alimenti tipici del junk food possano alterare rapidamente l’attività di specifici neuroni situati nell’ippocampo, l’area del cervello responsabile dell’apprendimento e della formazione dei ricordi, prima ancora che compaiano segnali evidenti come aumento di peso o problemi metabolici. I ricercatori hanno osservato che dopo pochi giorni di alimentazione sbilanciata alcuni neuroni fondamentali per il corretto equilibrio delle reti cerebrali diventano eccessivamente attivi, creando un’alterazione nella comunicazione tra le cellule nervose che rende più difficile fissare e recuperare le informazioni. Non si tratta soltanto di un effetto legato alle calorie in eccesso, ma di una conseguenza diretta della scarsa qualità nutrizionale di questi alimenti, poveri di fibre, vitamine e micronutrienti essenziali e ricchi di sostanze che favoriscono infiammazione e stress cellulare. In particolare, l’alterazione del metabolismo del glucosio, principale fonte di energia per il cervello, sembra giocare un ruolo centrale nel malfunzionamento dei circuiti della memoria.
La buona notizia è che il processo non è irreversibile. Gli stessi autori dello studio sottolineano che il ritorno a un’alimentazione equilibrata consente al cervello di recuperare progressivamente una normale attività neuronale e di migliorare le prestazioni cognitive, soprattutto se l’intervento avviene in tempi rapidi. Questo conferma la grande capacità di adattamento del cervello, ma anche la sua estrema sensibilità alle scelte alimentari quotidiane.
Il messaggio che emerge dalla ricerca è chiaro e riguarda tutti, non solo chi segue regimi alimentari sbilanciati nel lungo periodo. La qualità del cibo che consumiamo incide sul funzionamento del cervello in tempi molto più rapidi di quanto si pensasse e influisce direttamente su memoria, attenzione e capacità di apprendimento.