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Ecco quali sono i pensieri che fanno bene al nostro cervello

di Paola Natali sabato 25 aprile 2026

3' di lettura

Spesso lo consideriamo una perdita di tempo. Sognare ad occhi aperti, distrarsi, allontanarsi per qualche istante dalla realtà e vagare con la mente, è una di quelle abitudini che molti cercano di eliminare, magari inserendola tra i buoni propositi per essere più produttivi. Eppure la scienza sta iniziando a raccontare una storia diversa: questa “distrazione” potrebbe avere effetti positivi sul cervello. A suggerirlo è una ricerca pubblicata sulla rivista Nature, condotta da un team guidato dal neuroscienziato Nghia Nguyen della Harvard University. Lo studio non parla direttamente di “daydreaming”, un termine poco tecnico, ma analizza un fenomeno molto simile: la tendenza del cervello a rivivere esperienze passate mentre siamo svegli. Quando la mente vaga, non è inattiva. Al contrario, è impegnata in un’attività molto precisa: rielaborare ricordi, immagini ed esperienze. È quello che accade, ad esempio, quando ripensiamo a una conversazione, immaginiamo scenari futuri o riviviamo momenti già vissuti.

I ricercatori hanno osservato questo processo nei topi, analizzando la loro attività cerebrale. Durante gli esperimenti, gli animali venivano esposti a immagini visive. Successivamente, anche in assenza degli stimoli, il loro cervello mostrava schemi di attività neuronale molto simili a quelli registrati durante l’esperienza iniziale. In altre parole, il cervello “riproduceva” ciò che aveva già visto. Un meccanismo sorprendentemente simile a ciò che negli esseri umani possiamo associare al sognare ad occhi aperti. Questa riattivazione delle esperienze non è casuale. Secondo gli scienziati, potrebbe svolgere un ruolo fondamentale nell’apprendimento e nella memoria. Ripercorrere mentalmente ciò che abbiamo vissuto aiuta il cervello a rafforzare le connessioni tra i neuroni, un processo noto come plasticità cerebrale.

È proprio grazie alla plasticità cerebrale che impariamo nuove informazioni, sviluppiamo competenze e adattiamo il nostro comportamento. In questo senso, il “vagare con la mente” potrebbe essere uno strumento naturale del cervello per consolidare ciò che ha appreso. Non è la prima volta che il sognare ad occhi aperti viene rivalutato. Alcuni studi precedenti avevano già ipotizzato un legame tra queste pause mentali e la creatività, suggerendo che lasciare spazio alla mente favorisca nuove connessioni di idee. Altri ricercatori hanno invece collegato il fenomeno a livelli più elevati di intelligenza o a una maggiore capacità di pianificazione. Anche se queste ipotesi sono ancora oggetto di studio, la nuova ricerca rafforza l’idea che il cervello, quando sembra “distratto”, stia in realtà lavorando in modo diverso, ma non meno utile. Questi risultati invitano a riconsiderare il valore dei momenti in cui la nostra attenzione si allontana dal presente. Sognare ad occhi aperti non significa necessariamente essere improduttivi: può essere parte di un processo più ampio di elaborazione mentale.

Naturalmente, come per ogni cosa, conta l’equilibrio. Una distrazione continua può interferire con le attività quotidiane, ma concedersi momenti di pausa mentale potrebbe aiutare il cervello a funzionare meglio. La ricerca guidata da Harvard suggerisce che il sognare ad occhi aperti non è solo una fuga dalla realtà, ma una funzione utile del cervello. Attraverso la rielaborazione delle esperienze, questa attività contribuisce a memoria, apprendimento e, forse, anche alla creatività. La prossima volta che la mente inizia a vagare, quindi, potrebbe non essere il caso di fermarla subito: potrebbe essere il cervello che sta semplicemente facendo il suo lavoro. 

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