La prevenzione resta l’arma più efficace contro i tumori della pelle. Se da un lato l’esposizione al sole è fondamentale per il benessere dell’organismo, dall’altro i raggi ultravioletti possono rappresentare un importante fattore di rischio, soprattutto quando l’esposizione avviene senza protezione o in modo eccessivo. Riconoscere tempestivamente i segnali sospetti della pelle e sottoporsi a controlli dermatologici periodici può fare la differenza nella diagnosi precoce e nelle possibilità di cura. Ne parliamo con il dottor Michele Parietti dermatologo presso l’Unità di Dermatologia dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
«Sulla pelle un occhio ben allenato può riconoscere un gran numero di neoformazioni, oltre ai comuni nei o nevi, che in genere non rappresentano un pericolo per la salute. Tuttavia, tra queste neoformazioni, ve ne sono alcune che è bene individuare per tempo ed eventualmente asportare. I carcinomi basocellulari, anche chiamati comunemente basaliomi, sono i tumori cutanei più diffusi. È bene individuarli e asportarli perché nel tempo tendono a crescere e a ulcerarsi, ma non rappresentano un vero rischio per la salute, manifestando solo aggressività locale. Il discorso cambia quando si parla del melanoma, che è il tumore cutaneo con maggiore tasso di mortalità e in generale è tra i tumori più pericolosi»”, spiega il dottor Parietti. Parlando di melanoma, è bene sapere che nelle fasi iniziali può essere molto difficile distinguere queste neoformazioni da un nevo normale o da una cheratosi seborroica, una comunissima lesione benigna della cute. Sottoporsi a una visita dermatologica permette, con una certa sensibilità, di individuare eventuali lesioni cutanee sospette, meritevoli di asportazione ed esame istologico. La diagnosi precoce dei tumori cutanei permette di evitare eventuali interventi o terapie più invasive e migliorare così la prognosi dei pazienti».
Sul rapporto tra sole e salute della pelle, lo specialista sottolinea come sia fondamentale un’esposizione consapevole. «Le radiazioni solari sono l’energia che rende possibile la vita sul nostro pianeta, ma si tratta pur sempre di radiazioni, UV-A e UV-B. Esporsi per lungo tempo e senza schermi a questa energia radiante può provocare danni al patrimonio genetico delle cellule cutanee, portando così all’aumento del rischio di tumori. Questo fenomeno coinvolge prevalentemente la cute, che rappresenta la nostra barriera e il punto di contatto con il mondo esterno». Tra gli aspetti più importanti c’è anche la capacità di riconoscere eventuali campanelli d’allarme. «Il riscontro di un nevo che compare o cambia in maniera inaspettata rappresenta sicuramente un buon motivo per sottoporsi a una consulenza specialistica dermatologica. Per il paziente può essere utile tenere a mente la regola dell’ABCDE, dove le lettere dell’acronimo indicano le cinque caratteristiche da controllare per i nevi: A come Asimmetria, B come Bordi irregolari, C come Colore non uniforme, D come Dimensioni superiori a 6 millimetri ed E come Evoluzione rapida».
Non tutti i pazienti presentano lo stesso livello di rischio. «I pazienti che più devono prestare attenzione alla propria pelle, e quindi rivolgersi periodicamente al dermatologo per un controllo, sono soprattutto quelli di carnagione molto chiara, biondi e rossi, che hanno una protezione naturale data dalla melanina inferiore rispetto ai fototipi più scuri, quelli che presentano un numero molto elevato di nevi, indicativamente più di cento, e quelli che hanno familiarità per tumori cutanei. Per la frequenza dei controlli non esiste una regola generale e va valutata sulle caratteristiche dei singoli pazienti. Possiamo dire che, in media, una visita dermatologica ogni uno o due anni rappresenta una pratica preventiva ragionevole per la popolazione generale».
Infine, il dottore richiama l’attenzione sull’importanza delle buone abitudini quotidiane. «La cosa importante è evitare l’esposizione solare imprudente e le scottature, soprattutto negli anni dell’infanzia. È raccomandato un attento uso dei filtri solari, oltre a evitare di esporsi al sole nelle ore di maggiore irraggiamento. Inoltre è fondamentale l’autoispezione, cioè guardarsi allo specchio per identificare eventuali cambiamenti nelle caratteristiche della propria pelle e consultare lo specialista in caso di dubbi». La prevenzione, dunque, passa da piccoli gesti quotidiani: proteggere la pelle dal sole, osservare con attenzione eventuali cambiamenti e affidarsi periodicamente al controllo dello specialista. Strumenti semplici ma fondamentali per individuare precocemente i tumori cutanei e aumentare le possibilità di cura.