Fare attività fisica fa bene al cuore, ai muscoli e alla mente. Ma negli ultimi anni la scienza ha iniziato a comprendere che l’esercizio aerobico potrebbe avere un effetto molto più profondo: aiutare il corpo a difendersi dal cancro agendo direttamente sulle cellule staminali. È quanto emerge da una nuova analisi scientifica riportata dalla Nature, secondo cui le cellule staminali adulte potrebbero rappresentare il collegamento biologico tra attività fisica e riduzione del rischio tumorale. Una scoperta che potrebbe cambiare il modo in cui interpretiamo il rapporto tra movimento, invecchiamento e prevenzione delle malattie. Le cellule staminali adulte, chiamate anche ASC, sono una sorta di “squadra di manutenzione” del nostro organismo. Hanno il compito di riparare i tessuti, rigenerare cellule danneggiate e mantenere l’equilibrio degli organi durante tutta la vita.
Secondo i ricercatori, queste cellule sono estremamente sensibili ai cambiamenti della fisiologia del corpo. Ed è proprio qui che entra in gioco l’esercizio fisico. Quando facciamo attività aerobica, come camminare velocemente, correre, nuotare o andare in bicicletta, il corpo modifica numerosi parametri biologici: cambia il metabolismo, migliorano la circolazione e l’ossigenazione, diminuisce l’infiammazione cronica e vengono rilasciate sostanze benefiche nel sangue. Tutti questi cambiamenti influenzano direttamente l’ambiente in cui vivono le cellule staminali. Lo studio suggerisce che l’attività fisica non si limita a rafforzare il corpo, ma potrebbe “rimodellare” i tessuti in modo da rendere più difficile lo sviluppo di cellule tumorali. In pratica, l’esercizio aiuterebbe le cellule staminali a rigenerare meglio i tessuti mantenendo allo stesso tempo attivi meccanismi naturali di protezione contro la trasformazione cancerosa. È un aspetto particolarmente interessante perché le cellule staminali, pur essendo fondamentali per la riparazione dell’organismo, sono anche considerate potenziali “cellule d’origine” di alcuni tumori quando i loro meccanismi di controllo si alterano. Secondo gli scienziati, l’attività fisica riuscirebbe però ad attivare processi altamente conservati che impediscono alle cellule di assumere comportamenti pro-tumorali.
Uno degli aspetti più affascinanti della ricerca riguarda quello che gli esperti definiscono un apparente paradosso. L’esercizio aumenta infatti l’attività delle cellule staminali e teoricamente una maggiore proliferazione cellulare potrebbe aumentare il rischio di errori biologici. Eppure accade il contrario: il rischio tumorale tende a diminuire. Per i ricercatori, la spiegazione potrebbe trovarsi nei sofisticati meccanismi di controllo attivati dal movimento. L’attività fisica sembrerebbe migliorare la qualità del “microambiente” che circonda le cellule staminali, mantenendole efficienti ma allo stesso tempo più protette da alterazioni pericolose. Le implicazioni della ricerca potrebbero andare ben oltre la prevenzione oncologica. Con il passare degli anni, infatti, le cellule staminali perdono progressivamente efficienza. Questo declino è collegato all’invecchiamento dei tessuti e a molte malattie legate all’età.
Capire come l’esercizio riesca a preservare la funzione delle cellule staminali potrebbe quindi aprire nuove strade anche per contrastare fragilità, degenerazione dei tessuti e malattie croniche. Negli ultimi anni la medicina sta iniziando a considerare sempre più l’attività fisica come una vera “terapia biologica”. Non soltanto uno strumento per mantenersi in forma, ma un fattore capace di modificare in profondità il funzionamento dell’organismo. Questa nuova prospettiva rafforza un messaggio semplice ma potente: muoversi regolarmente non serve solo a vivere più a lungo, ma potrebbe aiutare il corpo a mantenere attivi i suoi meccanismi naturali di difesa contro il cancro e l’invecchiamento.