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Innamoramento, perché accade? La risposta sta nelle nostre nonne

venerdì 19 giugno 2026

3' di lettura

Perché gli esseri umani formano legami di coppia stabili mentre i nostri parenti più stretti, come gli scimpanzé, seguono modelli sociali molto diversi? È una domanda che da decenni affascina antropologi, biologi ed evoluzionisti. Ora uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PNAS propone una spiegazione originale che chiama in causa una figura spesso sottovalutata nell’evoluzione umana: la nonna.

Secondo la ricerca, i legami di coppia potrebbero non essersi sviluppati principalmente per garantire il sostegno paterno ai figli, come suggerito da molte teorie classiche, ma come conseguenza indiretta di un cambiamento profondo nella storia della vita umana. In altre parole, il segreto delle relazioni di coppia potrebbe affondare le proprie radici nell’allungamento della vita e nel ruolo svolto dalle donne anziane all’interno delle comunità preistoriche. Gli autori dello studio partono dalla cosiddetta “ipotesi della nonna”, una teoria ormai nota in antropologia evolutiva. Secondo questa idea, le donne che avevano superato l’età fertile continuavano a contribuire alla sopravvivenza della famiglia aiutando figli e nipoti. Grazie al sostegno delle nonne, le madri potevano svezzare prima i bambini e avere nuovi figli in tempi più rapidi. Nel corso dell’evoluzione, questo meccanismo avrebbe favorito una maggiore longevità sia negli uomini sia nelle donne.

Ma l’aumento dell’aspettativa di vita avrebbe avuto anche un’altra conseguenza meno evidente. Mentre le donne smettevano di essere fertili con la menopausa, gli uomini continuavano a mantenere la capacità riproduttiva anche in età avanzata. Questo avrebbe creato uno squilibrio demografico: nelle età fertili si sarebbero trovati sempre più uomini in competizione per un numero relativamente inferiore di donne fertili. Per verificare questa ipotesi, i ricercatori hanno utilizzato sofisticate simulazioni al computer e confrontato i risultati con dati provenienti sia dalle grandi scimmie sia da popolazioni di cacciatori-raccoglitori umani. I modelli hanno mostrato che l’evoluzione della longevità umana porta effettivamente a un aumento della presenza maschile tra gli adulti in età riproduttiva.

Secondo gli autori, quando la concorrenza tra uomini aumenta, cercare continuamente nuove partner diventa una strategia meno vantaggiosa. In questo scenario, difendere e mantenere una relazione già esistente può diventare una scelta evolutivamente più efficace. È qui che entrerebbe in gioco il legame di coppia, una caratteristica presente in tutte le società umane e molto più sviluppata rispetto a quella osservata nei nostri parenti primati. Lo studio suggerisce quindi che la formazione di coppie stabili potrebbe essere stata favorita non tanto dalla necessità di allevare i figli insieme, quanto dall’aumento della competizione maschile generato dalla presenza di uomini più longevi. In pratica, la longevità avrebbe modificato gli equilibri sociali, rendendo più conveniente investire nella protezione della partner piuttosto che nella continua ricerca di nuove opportunità riproduttive. La teoria offre anche una possibile spiegazione dell’importanza storicamente riconosciuta delle alleanze maschili nelle società umane. Se gli uomini si trovavano a competere maggiormente tra loro per l’accesso alle partner, costruire reti di cooperazione e alleanze avrebbe potuto rappresentare un vantaggio significativo per il successo sociale e riproduttivo.

Naturalmente, gli stessi autori precisano che l’evoluzione del comportamento umano è un fenomeno estremamente complesso e che nessuna singola teoria può spiegare da sola la nascita dei legami di coppia. Fattori culturali, economici, biologici e sociali hanno probabilmente contribuito insieme a modellare le relazioni umane nel corso di centinaia di migliaia di anni. Tuttavia, il lavoro pubblicato su PNAS offre una prospettiva affascinante perché sposta l’attenzione su un elemento spesso trascurato: il ruolo delle donne anziane nell’evoluzione della nostra specie. Secondo questa visione, le nonne non avrebbero soltanto aiutato a crescere i nipoti, ma avrebbero indirettamente contribuito a plasmare alcune delle caratteristiche più distintive della società umana, compresa la tendenza a costruire relazioni di coppia durature.

Se l’ipotesi verrà confermata da ulteriori studi, una delle più importanti innovazioni sociali della nostra specie potrebbe avere avuto origine non dalla forza dei giovani, ma dall’esperienza e dal sostegno delle generazioni più anziane. Un promemoria sorprendente di quanto il ruolo dei nonni possa essere stato fondamentale non solo nelle famiglie di oggi, ma nella storia stessa dell’umanità. 

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