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Michele Cucuzza, la clamorosa rivincita a Mediaset dopo essere stato dimenticato dalla Rai

di Andrea Tempestini domenica 11 febbraio 2018

3' di lettura

Per oltre vent’anni è stato uno dei volti più popolari del piccolo schermo, prima alla conduzione del Tg2 e poi al timone delle trasmissioni di infotainment di Rai1, La vita in diretta e Unomattina. Poi dal 2011, inspiegabilmente Michele Cucuzza è di fatto sparito dal video, riaffaciandosi ogni tanto solo su emittenti locali. Ma ora il giornalista è tornato su una rete tv nazionale, Italia 1, ospite fisso di ’90 Special, lo show condotto da Nicola Savino che celebra gli anni Novanta, che dopo la pausa per la settimana di Sanremo riprenderà il 15 febbraio, spostandosi al giovedì. Leggi anche: Ricordate Cucuzza? Ecco com'è oggi... È il suo grande ritorno sulla tv generalista, ci racconta come è andata? «Sono stato contattato da Giorgio Restelli, direttore delle risorse umane di Mediaset, che ha pensato a me perché ho condotto il Tg2 dal 1988 al 1998. Ho accolto la proposta con entusiasmo, il programma è molto scherzoso e mi diverte il ruolo che mi hanno affidato, la gestione dell’area social commentando i post e le foto che ci mandano, come ad esempio il taglio di capelli “a scodella” in voga in quel periodo, con la stessa voce impostata che usavo quando ero al telegiornale, come se parlassi di cose serie. Questo contrasto fa ridere». Un ruolo leggero lo aveva già avuto nel 1998, nel programma di Sabina Guzzanti La posta del cuore. «Lì giocavo il ruolo del conduttore del tg che soffriva per amore e lanciava appelli all’amata invece di dare le notizie. All’epoca c’erano quelli che storcevano il naso, ma io mi sono sempre divertito a fare la parodia di me stesso, pur continuando a svolgere il mio lavoro con serietà e impegno, e non penso che una cosa condizioni l’altra». È la sua prima volta a Mediaset: che sia l'inizio di una nuova fase della sua carriera? «Lo considero un auspicio: noi siamo come i calciatori, se ti propongono un ingaggio in una nuova squadra, ed è una bella squadra, sei ben contento di accettare». Facciamo un passo indietro: perché non ha più lavorato in Rai? «In realtà non ho mai smesso di avere contatti con la Rai, dal 2014 collaboro con il programma Caffè Europa, che va in onda ogni sabato mattina su Radio Rai 1, dove parlo appunto dell'Europa». Però non le hanno più offerto programmi tv. «Non c'è nessun motivo “segreto” dietro questa scelta, i direttori cambiano e vogliono rinnovare un po', c’è un avvicendamento alla conduzione dei programmi e tu stai un anno fermo. Nel frattempo ti metti a fare altro e magari passa il tempo... Ma ne ho approfittato per scrivere libri, collaborare con quotidiani e, dall’anno scorso, sono tornato a condurre una trasmissione televisiva quotidiana, Buon pomeriggio, su Telenorba, che è la più grande realtà regionale italiana. Vedremo se capiterà qualche proposta, io sono disponibile se qualcuno pensa che possa essere di qualche utilità». Se le proponessero un reality accetterebbe? «Non ho nessun pregiudizio nei confronti di quel genere di programmi, e non vorrei sembrare snob, ma non lo sentirei nelle mie corde: sono uno che facilmente va a disagio, devo avere la mia privacy e non sarei comunicativo». di Donatella Aragozzini

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