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Silvio Berlusconi gode per la frase di Matteo Renzi: "Sì, è ancora al centro della politica"

di Zaccardi Michele domenica 15 ottobre 2017

2' di lettura

Dalle parti di Matteo Renzi, tutti danno per scontato che non si potrà formare nessun governo senza Silvio Berlusconi. Il retroscena, su Il Giornale, prevede una maggioranza Pd, Forza Italia, Mdp e centristi. Senza Renzi a Palazzo Chigi, la condizione posta dai bersaniani. "E neppure Gentiloni, dopo che ha deciso di mettere la fiducia sul Rosatellum" dichiara un altro fuoriuscito dal Pd, Federico Fornaro. "La verità" continua Fornaro "è che Renzi ha trovato il modo di bruciare anche Gentiloni". L'agnello sacrificale, del quale ha, tra l'altro, la fisionomia. Gli obiettivi perseguiti da Berlusconi e da Renzi sono speculari: essere centrale nel gioco politico. Tradotto: avere un numero di parlamentari tale da essere indispensabile per formare qualunque maggioranza. Matteo Renzi, dal canto suo, fa i conti in prospettiva: "Vedrete" ha spiegato ai suoi "noi scenderemo ancora un po' fino a dopo le regionali siciliane. Poi piano piano risaliremo. Obiettivo: 200 deputati e 100 senatori. Ad esempio alla Camera, se io faccio il 30%, tra me e le liste alleate, significa che conquisterò 110 seggi sul proporzionale, più almeno 90 seggi sul maggioritario". Non ci sono dubbi neanche sul fatto che Mdp appoggerà il governo, nonostante i ruggiti degli ultimi mesi. Dunque, il clamoroso riconoscimento a Berlusconi: "Sì, è ancora al centro della politica". Per Berlusconi, invece, ci pensa Denis Verdini a delineare la strategia. La partita è sulle candidature tra Forza Italia e la Lega Nord, trattativa che avrà un peso fondamentale nel determinare i rapporti di forza all'interno del centrodestra. "Berlusconi deve dire a Salvini: il 60% dei collegi uninominali a noi, il 40% a voi". Il coltello ce l'ha il Cavaliere "perché se si rompe chi ci rimette è Salvini, che finirebbe per avere meno seggi di Forza Italia". Intanto a destra Giorgia Meloni grida all'inciucio. "Questa legge ha due ispiratori: Renzi e Salvini". Un patto non scritto, per usare le parole di Ignazio La Russa, deputato di Fratelli d'Italia. "Al segretario della Lega non interessa vincere le prossime elezioni, ma solo avere un seggio più di FI, per proclamarsi leader del centrodestra del futuro. Berlusconi, invece, vuole andare al governo in ogni caso: o con il centrodestra, o con Renzi in un governo di necessità", conclude La Russa.

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