Roma, 20 set. - (Adnkronos) - Per evidenti ragioni climatiche, l'Italia è tra i maggiori utilizzatori di gas refrigeranti. Assicurare efficienza alla filiera del recupero e della valorizzazione dei refrigeranti di scarto è quindi una priorità capace di coniugare protezione dell'ambiente e sviluppo economoco. Per farlo - fa sapere Legambiente - è necessario mettere in campo azioni efficaci fin da subito attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, dai produttori agli installatori e manutentori degli impianti, dagli utilizzatori a chi si occupa di raccolta, recupero e rigenerazione. Tra le azioni prioritarie indicate dall'associazione ambientalista, l'attuazione di campagne informative e formative sia tra gli utilizzatori degli impianti che tra gli addetti al servizio di installazione e manutenzione riguardo alle modalità di gestione di queste sostanze e il loro impatto ambientale. Ma soprattutto, è necessario ridurre, attraverso sistemi di incentivazione e agevolazione gli altissimi costi di gestione del refrigerante da rifiuto che oggi scoraggiano l'adozione delle prassi corrette di recupero e smaltimento. Necessario anche potenziare il sistema di controlli e sanzioni, anche in base all'ultimo decreto sulle sostanze ozono lesive approvato a luglio e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per garantire il corretto smaltimento delle fasi più delicate della filiera a fine vita dei gas. Infine, potrebbe essere utile - suggerisce Legambiente - la formazione di un consorzio per il recupero e il trattamento di tali tipologie di gas per agevolare il conferimento in appositi impianti per il recupero e la rigenerazione di queste sostanze.