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Bilanciare il mix energetico italiano e guardare allo scacchiere caucasico

E' ancora troppo presto per mandare in pensione i 'nonni dell'energia
domenica 26 maggio 2013

2' di lettura

Roma, 20 mag. - (Adnkronos) - E' ancora troppo presto per mandare in pensione i 'nonni dell'energia. Petrolio, gas e carbone, infatti, hanno ancora un ruolo importante nel mix energetico dell'Italia e in questo scenario lo scacchiere caucasico ha un ruolo fondamentale. E' questa la ricetta energetica secondo Raffaele Chiulli, presidente Safe, Sostenibilita' ambientale fonti energetiche. L'Italia, spiega Chiulli all'Adnkronos, "ha un mix energetico fortemente sbilanciato rispetto al resto del mondo". In particolare, "sulla generazione elettrica, abbiamo deciso di puntare tutto sul gas, di escludere il nucleare, l'olio combustibile e' praticamente ridotto al minimo e c'e' una certa percentuale di carbone e fonti rinnovabili che stanno avanzando in maniera sempre piu' massiccia". Il nostro paese, dunque, ha scelto di intraprendere un'altra strada "mentre in Francia, ad esempio il 75% dell'energia prodotta deriva dal nucleare. In atri paesi del centro nord europea, invece, c'e' una componente significativa di carbone nella produzione energetica". Avere un mix energetico sbilanciato, secondo Chiulli, vuol dire intraprendere una strada non solo piu' costosa ma anche piu' rischiosa."Abbiamo una dipendenza dall'estero che e' notevole, superiore all'80%. Questa dipendenza oltre a crearci dal punto di vista strutturale dei costi significativi, ci crea anche una serie di incertezze per quanto riguarda la sicurezza degli approvvigionamenti" commenta Chiulli. Tanto per dare un numero: "la bolletta energetica oggi pesa in misura superiore al 4% del Pil che significa al 2012 una bolletta energetica superiore ai 60 miliardi di euro. Credo quindi che questo paese ha l'obbligo di ridurre da un lato i costi, e dall'altro di minimizzare i rischi". La soluzione, dunque, "e' ribilanciare il mix energetico. Io sono totalmente a favore delle fonti energetiche rinnovabili pero' la sostituzione delle fonti fossili tradizionali con quelle alternative deve preveder un certo arco temporale, deve prevedere un costo per il sistema paese, per i cittadini, per le imprese che sia anche un pochino bilanciato soprattutto in un momento di crisi". In questo scenario, secondo Chiulli, "lo scacchiere caucasico ha un ruolo fondamentale. Si sta, infatti, discutendo di importanti infrastrutture che dovrebbero trasportare i cosiddetti nonni energetici dall'area caucasica nel mediterraneo". In pratica "si tratta di mettere in contatto fisicamente due aree una che ha ingenti risorse come offerta e un'altra che ha ingenti risorse come domanda. Credo che sia un'area fondamentale e la nostra diplomazia deve attivarsi affinche' ci siano dei rapporti efficaci tra questi paesi e anche sostenibili nel tempo. Mi sembra che questa sia la direzione. E' una chiave molto importante e per noi e' fondamentale".

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