(Adnkronos) - Secondo le previsioni, i consumi nazionali dovrebbero archiviare il 2013 ancora in territorio negativo, facendo segnare un nuovo gravoso deterioramento, pari (almeno) al -5,8% con riferimento all'anno solare, a fronte di un sell-out in netto calo sia nella Primavera/Estate sia nell'Autunno/Inverno. A differenza del passato, del resto, anche lo Junior non è più stato risparmiato dalle riduzioni degli acquisti messi in atto dalle famiglie italiane, che anche in questo ambito hanno operato una revisione dello stile di consumo. Rispetto alle performance sperimentate sui mercati esteri, è possibile circoscrivere l'analisi al solo abbigliamento per neonati. Nei primi nove mesi del 2013 le vendite oltreconfine presentano, come nel 2012, una flessione a due cifre, pari, nello specifico, al -13%. Tra i mercati di sbocco della moda bebè si conferma al primo posto la Russia, che accusa, tuttavia, un cedimento di rilievo; flette, inoltre, l'export verso Francia, Spagna e Germania. In controtendenza, si rileva un incremento delle vendite dirette nel Regno Unito (+28,6%, corrispondenti a quasi 7,4 milioni di euro) e in Ucraina (+9,2%), così come, pur su livelli ben più contenuti, in Arabia Saudita e Giappone. Sempre con riferimento al solo abbigliamento bebè, l'import arretra del -11% nei primi tre trimestri del 2013 rispetto al corrispondente periodo del 2012. Con riferimento ai top-supplier, la Cina, pur fornendo il 40,5% dell'import di comparto, registra una decrescita del -19,8%; contestualmente, cala del -8,9% l'import dalla Francia, secondo fornitore (pur con un'incidenza del 15,3% sul totale). Continua a mantenersi, invece, dinamico il Bangladesh (terzo Paese fornitore, con una quota del 9,6%), archiviando un +15,4%. Positivo, inoltre, risulta anche l'import dall'India (+7,2%).