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A Venezia sbarca anche lo Zar Jude Law si traveste da Putin

L’attore britannico interpreta il presidente russo nel film tratto dal libro di Da Empoli: "Non ne faccio l’imitazione, descrivo l’uomo. Ripercussioni? Non ne ho alcuna paura"
di Alessandra Menzani lunedì 1 settembre 2025

4' di lettura

 Stesso sguardo vitreo, i capelli biondi, una somiglianza impressionante. «Ma non ho cercato l’imitazione», spiega il divo britannico Jude Law che interpreta Vladimir Putin nel filmone presentato ieri a Venezia, Il mago del Cremlino. Racconta l’ascesa del leader dal punto di vista del suo consigliere immaginario, la regia è firmata dal francese Olivier Assayas ed è una delle pellicole in lizza per la vittoria alla Mostra del cinema. Che fosse uno dei titoli più attesi, data l’attualità del tema, è cosa ovvia. Jude Law ha un ruolo pesante, forse il più impegnativo da quel Young Pope di Paolo Sorrentino, ma dice di non essersi imbarcato in questo progetto ingenuamente. «Paura di Putin? Non ho certo pensato a ripercussioni, mi sono messo nelle mani di Olivier (il regista) per raccontare senza polemiche un personaggio all’interno di una storia molto più grande».

«SENZA EMOZIONI»
«La cosa più difficile», ha raccontato il cinquantaduenne sex symbol britannico, «è stato rappresentare il suo volto pubblico, da cui non trapela nulla, ma mostrare comunque emozioni. Per me è stato tutto una rivelazione perché sapevo bene poco di lui. Ho dovuto adottare una recitazione interiore», ha aggiunto. «Questa è una storia che doveva essere raccontata in modo intelligente, con sfumature e attenzione. Non cercavamo la controversia fine a se stessa». Il film è un adattamento dell’omonimo bestseller di Giuliano da Empoli, scrittore italiano, da anni residente in Francia, un racconto sull’ascesa al potere del presidente russo insieme a un consigliere immaginario chiamato Vadim Baranov, interpretato dall’attore Paul Dano, un bel po’ inquietante come in ogni sua interpretazione. Il regista Assays spiega che «il film è molto vicino al romanzo da cui è tratto, con qualche variante concordata. Giuliano da Empoli ha fatto parte del processo della scrittura del film, perché quando si parla di politica moderna e politica in generale puoi essere romanzesco, ma a condizione di essere giusto nei fatti». Il libro è stato scritto prima dell’invasione dell’Ucraina e pubblicato durante, «parlava già delle radici del potere di Putin e c’era una vena di violenza. Visto quello che è successo dopo ecco perché è ancora così attuale», ha spiegato lo scrittore stesso presente in sala a Venezia. Tra gli sceneggiatori c’è anche lo scrittore Emmanuel Carrère, l’autore di Limonov, anch’esso diventato film, sul celebre dissidente russo che ai margini compare anche in questo film.

«Anche lui era un personaggio manipolato, Baranov manipola tutti gli oppositori e tutte le opposizioni», ha detto Carrère. La produzione si è svolta in Lettonia, dato che non è stato possibile girare in Russia. Il mago del Cremlino uscirà nel 2026, ma non c’è ancora una data precisa. Jude Law ha indossato una parrucca per la sua trasformazione in Putin: «Con Olivier abbiamo discusso che non dovevamo impersonificare Putin e io non volevo nascondermi dietro una maschera. Avevamo molti riferimenti di quel periodo della sua vita, abbiamo provato a cercare tratti simili su di me», ha spiegato. Alla domanda se c’è un aspetto positivo in questo personaggio, Law ha ammesso ironico: «Sì, che ho imparato il judo». Insomma, poco altro. Il film è ambientato in parte nei primi anni ’90, nel caos post-sovietico, e prosegue fino al 2014. Il personaggio di Dano è ispirato al vero stratega politico Vladislav Sourkov, considerato l’architetto del sistema politico di Putin. Nel 2013, si dimise dalla carica di vice primo ministro. È in effetti lui, non Law-Putin, il vero protagonista, che racconta l’ascesa nelle manovre politiche e il mondo che ha contribuito a creare. «Il mago è la persona che sta sullo sfondo, c’è un incantesimo che sta per essere lanciato», ha detto Dano.

Il mago del Cremlino susciterà sicuramente discussioni e polemiche vista l’attualità della guerra della Russia contro l’Ucraina. «Il film parla molto di come è stata inventata la politica moderna, la politica del XXI secolo», ha detto Assayas. «Quello che sta succedendo in questo momento non è solo terrificante, ma è ancora più terrificante il fatto che non abbiamo ancora trovato la risposta. Il mago del Cremlino non è un film sull’ascesa di un uomo, né sulla forza con cui viene imposto il potere. Ma è un film su ciò che è diventata la politica e della situazione pericolosa in cui ci sentiamo tutti».

MUSICHE DI BATTIATO
Prosegue: «È piuttosto una riflessione sulla politica moderna, sulle cortine fumogene dietro cui essa si nasconde oggi così cinica, ingannevole e tossica. Ma non è la situazione di Putin nello specifico, riguarda anche tanti altri leader. Non avevo mai pensato al dover impersonificare Putin, volevo un attore bravissimo che potesse capire tutte le sfaccettature del personaggio e che potesse creare da dentro chi era Putin. Serviva qualcuno che avesse quella forza straordinaria». L’attore Jeffrey Wright, che interpreta il giornalista a cui Baranov racconta la sua storia, ha lanciato un appello per spiegare perché il film debba essere visto, soprattutto in America. Sulla scelta delle musiche di Franco Battiato nella colonna sonore, il regista ha spiegato: «Volevo musica elettronica, sono un fan di Battiato che reputo un genio. Doveva essere parte del film».

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