Napoli da Oscar grazie a Un posto al sole che, a quasi tre decenni da quell’ottobre 1996, continua a centrare obiettivi record. Il primo, come ha raccontato il suo grande ambasciatore delle origini, Giovanni Minoli, fu proprio valorizzare e di conseguenza salvare lo storico Centro Produzione Tv Rai di Napoli che, all’epoca, non se la passava così bene. Trascorsi 30 anni da quei giorni pionieristici, ora è arrivato nel cast anche un premio Oscar. A partire da domani sera, infatti, per un mese circa, tra i protagonisti della serie più longeva della tv italiana, coprodotta da Rai Fictione Fremantle, vedremo in scena l’amatissima attrice americana Whoopi Goldberg. Un omaggio all’Italia, da parte della coprotagonista di capolavori hollywoodiani come Ghost (valso a Whoopi l’ambita statuetta nel fantastico ruolo della sensitiva Oda Mae Brown) e l’indimenticabile saga di Sister Act, film entrati nel cuore di più generazioni nel mondo, proprio come, nel nostro Paese, Un posto al sole è un appuntamento, giunto ieri alla sua puntata numero 6mila 867.
Whoopi interpreterà nelle venti puntante in cui la vedremo in scena, il ruolo di Eleonor Price, una misteriosa donna americana che, giunta dagli Stati Uniti, si attovaglia nel cuore di Posillipo, ovviamente, proprio nello storico Palazzo Palladini in cui da tre decenni si snodano le dinamiche della soap. Dalle pochissime notizie filtrate fino ad oggi, sembra che il personaggio interpretato da Whoopi lascerà il segno, entrando non solo nelle dinamiche socio-economiche della borghesia imprenditoriale napoletana ma addirittura legandosi sentimentalmente a uno dei protagonisti di Un posto al sole. Tutt’altro che un cammeo, insomma, un vero e proprio ruolo nel quale Whoopi, da sempre innamorata del nostro Paese, si è calata con particolare passione. «È stata una follia. Lo sapevo io quanto la produzione», aveva detto l’attrice al suo arrivo in Italia quando, tra la fine dell’estate e l’inizio dello scorso autunno sono state girate le puntate che vedremo da domani. Una serie di giornate piovose che hanno convinto l’attrice ad annunciare un ritorno a Napoli la prossima estate, «Sperando in un tempo migliore», aveva detto. Nessuno sa, però, se la prossima permanenza partenopea dell’attrice sarà solo per una vacanza o per dare un seguito alle avventure del suo personaggio. Nata da un format australiano degli anni 80 che si intitolava Neighbours, una storia di vicini di casa da cui ha preso le mosse l’ormai mitico condominio dell’edizione italiana, al quale dal 1996 sono affezionati mediamente tra gli 1,5 e l’1,7 milioni di telespettatori giornalieri, testimoni di un appuntamento divenuto identitario.
Grazie a attori come il mitico portinaio Raffaele Giordano, interpretato da Patrizio Rispo o Silvia Graziani, l’attrice Luisa Amatucci, presenti nel cast sin dagli albori. Per non parlare dei tantissimi registi, oltre 120, che si sono alternati. Alcuni provenienti dal mondo del cinema come Gabriele Muccino e Stefano Sollima. Pippo Baudo fu il testimonial della puntata 1000. E se nel primo decennio, quando ancora la tv era analogica, l’escalation di crescita ha portato gli spettatori a superare i tre milioni, con picchi di share al 15%, la rivoluzione digitale non ha assottigliato così tanto il pubblico che nelle ultime stagioni è tornato a superare i due milioni di ascoltatori con punte di crescita importante tra fasce di pubblico affatto scontate per un prodotto simile: +7,5% tra i giovani dai 15 ai 34 anni e addirittura un +14% tra i 35-44enni, ovvero quelli che, quando Un posto al sole nasceva erano bambini. Oggi, nell’era della total audience la soap resta tra i programmi più visti anche via internet grazie a RaiPlay. Segno di come cambiano le tecnologie ma Un posto al sole resta, ogni sera, il centrotavola preferito di tante famiglie italiane.