La “settimana santa” si avvicina, i giornalisti musicali hanno ascoltato le canzoni. Ora analizziamo gli autori che sono in totale 107, cifra impressionante. Colpisce che, a Sanremo 2026, dal 24 al 28 febbraio, la maggior parte delle canzoni è composta da un nutrito team di firme, addirittura, in un caso, otto autori. Auguri a Carlo Conti, Laura Pausini, o a chi toccherà presentare questo brano in diretta: sarà un po’ come leggere l’elenco del telefono. Lo scorso anno Davide Simonetta firmava cinque pezzi, quest’anno solo uno, quello di Tommaso Paradiso. Gli unici con un solo autore sono Levante (se stessa) e Patty Pravo (Caccamo).
Analizzando i 30 brani dei Big in gara, si nota che parecchi artisti ha partecipato attivamente alla scrittura della propria canzone. Solo Elettra Lamborghini e Patty Pravo non compaiono fra gli autori principali delle loro proposte. Il paroliere più gettonato è Edwyn Roberts, una delle penne più ricorrenti di questa edizione. Cremonese, classe 1992, nato da genitori argentini di origine gallese, dopo aver intrapreso gli studi musicali, nel 2013 entra a far parte della scuola di Amici. A Sanremo firma ben tre canzoni: Ai Ai di Dargen D’Amico, Voilà di Elettra Lamborghini e Animali notturni di Malika Ayane.
I PIÙ GETTONATI
Dietro di lui, alcuni colleghi appaiono due volte nei crediti dei brani. Sono Federica Abbate, con due pezzi (Male necessario di Fedez & Marco Masini e Per sempre sì di Sal Da Vinci). Alessandro La Cava è anch’egli presente in due brani insieme ad Abbate; Davide Petrella, co-autore di Labirinto (Luchè) e I romantici (Tommaso Paradiso); Zef (Stefano Tognini) figura invece ancora in Labirinto e Prima che di Nayt; Mizar (autore piemontese classe 2002) lo vediamo in Il meglio di me (Francesco Renga) e Naturale (Leo Gassmann). Ormai è una consuetudine che un autore firmi per diversi Big, cosa che inevitabilmente fa sentire una certa ripetitività nel panorama musicale italiano (nulla di nuovo, scopriamo l’acqua calda). Arisa, Enrico Nigiotti, Fulminacci, Sayf e Serena Brancale, alcuni dei Big in gara, figurano nei crediti accanto ad altri autori e produttori. Ci sono brani dicevamo - con team autoriali molto corposissimi, quasi una squadra di calcio.
Renga, ad esempio, può contare su sette collaboratori, mentre Samurai Jay (Ossessione) ha avuto il supporto di ben otto professionisti. Il motivo di tanta abbondanza è facile: ottenere un risultato migliore e più commerciale. Nel 2025, ad esempio, Federica Abbate era tra le autrici più presenti insieme al già citato Simonetta. In questa edizione la distribuzione è più “allargata”. Bello constatare che lo storico paroliere di Arisa, Giuseppe Anastasi, torna a scrivere per lei: memorabile il pezzo La Notte non vinse nel 2012 ma rimase una delle canzoni più emozionanti della storia recente. C’è poi Tommaso Ottomano, che firma quasi tutti i pezzi di Lucio Corsi, tra cui Volevo essere un duro, rivelazione dell’edizione 2025 (andata anche all’Eurovision) è autore di Chiello. Infatti si mormora che sia il pezzo più bello in assoluto. E ora resta l’attesa dei nomi della serata dei duetti: si parla dei Ricchi e Poveri con Dargen D’Amico, Gianluca Grignani con Luchè, gli Stadio con Paradiso. Sarà Carlo Conti ad annunciarlo, in una delle sue imperdibili apparizioni alle 20.30 al Tg1. Speriamo di riuscire a prendere sonno nell’attesa.