ALESSANDRA MENZANI
Checco Zalone è come una pozione magica: fa bene a tutti, si potrebbe anche valutare la santificazione. Il comico pugliese non giova solo al cinema italiano, con i 73 milioni e passa di euro guadagnati al botteghino che aiutano tutta l’industria nazionale. «Merita un busto al Quirinale» ha detto ieri Antonio Albanese, sottolineando quanto bene abbia fatto al cinema e agli esercenti (non si può dire lo stesso di tanti polpettoni di sinistra...).
Checco ha avuto un tale impatto con l’ultimo film che risulta benefico anche per l’anima e il corpo: fa bene allo spirito non solo perché – come confermano gli psicologi e i dottori – ridere è un toccasana per l’umore e per la salute. Qui si parla anche di spiritualità: il cammino religioso di Santiago, che dalla Francia arriva all’Oceano Atlantico, al centro di Buen Camino, non aveva mai ricevuto tanta attenzione. Lo dicono i dati Google Trends, che mostrano un’impennata delle ricerche online. Il giorno di uscita nelle sale dell’ultima commedia di Checco Zalone e Gennaro Nunziante, il 25 dicembre, le ricerche hanno segnato un aumento di oltre il 200% rispetto alla media annuale.
Il picco è stato raggiunto il 28 dicembre, quando l’incremento ha sfiorato il 600%, mentre per tutta la prima settimana di gennaio le ricerche si sono mantenute su livelli superiori al +400%.
Il Cammino di Santiago, fatto con fatica, sudore e fiducia- racconta chi l’ha fatto - cambia anima e corpo, anche nei cuori delle persone in cui non alberga una spiccata religiosità: così accade anche al protagonista del film, che all’inizio è solo un parvenu cafoncello in Ferrari ma, passo dopo passo, riesce ad avvicinarsi alla figlia che aveva sempre trascurato e disfarsi di alcuni cliché.
E mentre Zalone invoglia alla spiritualità, anche la salute ci guadagna. La prevenzione, ad essere precisi. I miracoli di Checco... Nel film, a metà del cammino di Santiago, il protagonista nota, grazie a sua figlia, che fa la pipì troppo spesso durante la notte e con dolore, così si fa visitare in ospedale e poi operare, per fortuna prima che il disturbo si trasformi in maligno.
Una scena comica che ha in qualche modo rotto un tabù sulla prostata. L’effetto del film sugli italiani si fa sentire anche in questo aspetto. Dopo Buen Camino le visite urologiche sono aumentate fino al 40%. Negli ospedali e negli studi di urologia, in particolare in Puglia (la patria di Zalone), le richieste di visite sono cresciute in modo netto.
A raccontarlo è Roberto Piccinni, urologo barese e dirigente medico all’ospedale Di Venere di Carbonara, che parla senza esitazioni di «un aumento di circa il 40%». Un dato che non nasce da impressioni isolate. «Lo abbiamo notato tutti», spiega il medico, sottolineando come il fenomeno sia emerso anche nel confronto quotidiano tra colleghi.
Il film termina con una canzone comica, Prostata Enflamada, cantata dallo stesso Zalone: «E partire è un po’ como morir/ Una sosta por ogni autogrill/ Sulla strada Siviglia - Granada/ Già l’ottava pisciada». La gente si sbellica e intanto riflette: quasi quasi mi faccio fare una visita. L’efficacia dell’umorismo non ha limiti. Si capisce ancora una volta quanto sia potente il cinema. La risata e la riflessione sono peraltro gli ingredienti della commedia all’italiana, quella mitica, quella indimenticabile. Ma questo è un altro tema.