Il caso Andrea Pucci, un minuto dopo la rinuncia dello stesso a salire sul palco del Festival di Sanremo, è diventato subito uno spinoso caso politico. Il centrodestra a protestare per l'ondata di odio rosso che ha travolto il comico milanese (di destra) scelto da Carlo Conti per co-condurre la terza serata all'Ariston, e il centrosinistra a gioire per l'auto-epurazione o, nel migliore dei casi, a tacere.
Tuttavia, la vera questione dovrebbe riguardare proprio il mondo dello spettacolo, rimasto silente. E non a caso Rocco Tanica, autore e membro storico degli Elio e le Storie tese, sui social sempre più fustigatore delle ipocrisie progressiste e degli intoccabili totem democratici, proprio su questo dettaglio punta in un paio di salaci tweet su X.
"A sinistra, come da manuale, nessuno - comici in primis - che spenda una parola di sostegno. Solo Luca Bizzarri ha palle e spalle sufficienti, gli altri/e tutti silenti. Tutti a iscriversi nel registro dei buoni per non rischiare la paghetta. Schifo. Solidarietà a Pucci", scrive Tanica condividendo poi una citazione del britannico Ricky Gervais, uno dei comici più urticanti e politicamente scorretti degli ultimi 30 anni: "Solo perché ti senti offeso, non significa che tu abbia ragione".
Quindi aggiunge: "La sassaiola ad Andrea Pucci è censura preventiva. 'Non so cosa dirai in scena, non mi interessa saperlo ma sono troppo virtuoso per permetterti di salire sul palco'. Dalla fangosa nota Pd a 4 str***i anonimi col ditino vivace (la "bufera social") è una gara fra cag***to".
La sassaiola a #andreapucci è censura preventiva. “Non so cosa dirai in scena, non mi interessa saperlo ma sono troppo virtuoso per permetterti di salire sul palco.” Dalla fangosa nota PD a 4 stronzi anonimi col ditino vivace (la "bufera social") è una gara fra cagasotto. >>>
— Rocco Tanica (@rocco_tanica) February 9, 2026