"Noi direttori artistici abbiamo assoluta carta bianca". A dirlo, ancora una volta, è Carlo Conti. Il conduttore di Sanremo torna sulla polemica montata da sinistra per la presenza di Andrea Pucci - poi costretto a rinunciare - al Festival. "Nessuno - tiene a precisare Conti - si permette di interferire, di dirmi chi prendere o meno. Non è successo né prima con altri governi né con questo. Siamo professionisti e lavoriamo con autonomia. Se ci sono stati errori è solo colpa mia: Pucci era una scelta del tutto autonoma".
Ospite di Rtl 102.5, il direttore artistico della kermesse musicale spiega le ragioni dietro l'invito al comico. "Pucci è stato premiato all'Arena di Verona per gli incassi del teatro, è stato in diverse trasmissioni e non è mai successo niente, forse ho sbagliato, con il Festival si viene subito tirati per la giacca". La foto presentata dal comico per annunciare la partecipazione al Festival? "Una goliardata. Spero si parlerà solo di musica quando inizierà Sanremo, per passare quelle serate con leggerezza". Un modo come un altro per dire a Pd e compagni che il Festival è qualcosa di leggero e tale deve rimanere.
E pensare che i dem, alla notizia di Pucci sul palco dell'Ariston, sono andati in tilt: "Anche Sanremo come tutta la Rai è diventato TeleMeloni? I vertici Rai spieghino la scelta del comico Pucci, palesemente di destra, fascista e omofobo, già sulle cronache per aver preso in giro un ragazzo dello spettacolo per essere omosessuale. Un tripudio di volgarità mista a razzismo. La Rai e il governo spieghino immediatamente cosa sta succedendo".