"Sanremo è la nostra vetrina popolare più potente: racconta l'Italia che canta, ma anche l'Italia che decide. E oggi, su quel piano, la parità di genere è ancora lontana. È arrivato il momento di affidarlo a una direttrice artistica". Eccola, la polemica dell'ultima ora sul festival. A tirarla fuori un'esponente di Avs, Fiorella Zabatta, co-portavoce di Europa Verde ed esponente di Alleanza Verdi e Sinistra. Dunque, Carlo Conti - conduttore e direttore artistico dell'edizione 2026 della kermesse musicale - non andrebbe bene.
Secondo lei, "in questa edizione 2026 vediamo tante artiste amate e talentuose, ma la rappresentanza femminile resta minoritaria, soprattutto tra le Nuove Proposte. E quando guardiamo ai ruoli di potere - direzione artistica, scelte editoriali, commissioni, giurie, direzione d'orchestra e team creativi - il divario diventa strutturale: le donne compaiono spesso come 'volti', raramente come 'mani' che costruiscono'. Non è un tema 'di categoria': riguarda la qualità culturale del Festival e l'idea di Paese che proponiamo a milioni di persone. In un appuntamento centrale, la leadership femminile non può restare un'eccezione o una parentesi."
Tirata in ballo, ovviamente, anche la Rai. A tal proposito la Zabatta ha aggiunto: "La Rai, servizio pubblico, ha una responsabilità speciale: non basta invitare donne sul palco, bisogna aprire le stanze dove si decide. Per questo chiediamo che dal prossimo ciclo Sanremo abbia finalmente una direttrice artistica. Sarebbe un segnale concreto, atteso da decenni: non una concessione, ma un atto di giustizia e di modernità". E ancora: "Per questo servono criteri di selezione trasparenti, obiettivi pubblici di equilibrio nel cast e nei ruoli tecnici, monitoraggio dei dati di genere, e un impegno per valorizzare autrici, produttrici, musiciste e direttrici d'orchestra. Sanremo può essere il luogo in cui l'Italia si vede meglio. Facciamolo diventare anche il luogo in cui l'Italia cambia meglio".