E alla fine vince Sal: la 76edizione del Festival di Sanremo incorona Sal Da Vinci e la sua Per sempre sì. A 56 anni la soddisfazione più grande per l'artista neomelodico napoletano rivelatosi al grande pubblico nel 2009 proprio all'Ariston ma esploso veramente solo l'anno scorso con il tormentone Rossetto e caffè. E mentre lui piange sul palco, sopraffatto dall'emozione, sui social scatta il linciaggio a suon di insulti e sfottò.
"Grazie ma io non capisco niente", dice in lacrime il trionfatore, abbracciando Carlo Conti dopo essersi inginocchiato davanti al pubblico in sala, in tripudio. “Grazie, questo premio lo voglio condividere con la mia famiglia che mi ha aiutato tanto a superare ogni momento e lo voglio dedicare alla mia città, Napoli”, ha aggiunto. Alle sue spalle è arrivato il giovane rapper ligure Sayf, superato per un pugno di preferenze al televoto. Medaglia di bronzo per Ditonellapiaga. Arisa, quarta, Fedez e Masini quinti completano la top five. Fischi del pubblico per l'esclusione di Serena Brancale dalla cinquina.
A 17 anni dal suo debutto al Festival, Sal trascina in pista Mara Venier, dispensa "benedizioni" nelle piazze della città ligure. Salvatore Michael Sorrentino, ex bambino prodigio nato a New York che recitava con il padre Mario (grande interprete delle sceneggiate napoletane) è stato il vero mattatore dell'ultimo Sanremo di Carlo V (il futuro è già nelle mani di Stefano De Martino, altro napoletano).
"Che vergogna", "Siamo italiani pizza e mandolino", "Televoto truccato", "Vince il boss delle cerimonie", "L'Eurovision non lo guarderò nemmeno" sono solo alcuni dei commenti (i più potabili) apparsi su X dopo la proclamazione del vincitore. Un misto di sfottò, tifo da stadio e una venatura di anti-napoletanità che né Sal né il secondo classificato Sayf si sarebbero meritati.