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Sanremo, Sal Da Vinci smaschera la balla sinistra sul referendum: "Fake news"

domenica 1 marzo 2026

3' di lettura

Il meme sui social con il no al referendum sulla giustizia? "Non ho mai dichiarato nulla su questo argomento, perché credo che ognuno fino all'ultimo momento può decidere di fare e dire quello che vuole. Non mi sono mai esposto da questo punto di vista e quindi è una fake news".

Ci pensa Sal Da Vinci in persona a sbugiardare l'ennesima bufala del fronte del No al referendum. Sui social il vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo con la ballatona Per sempre sì (beffa del destino...) era stato fatto passare nelle ultime ore come un convinto oppositore della riforma della giustizia. Tutto falso, come detto a chiare lettere dal cantante napoletano nella conferenza stampa dell'Ariston, domenica mattina.

"L’emozione è indescrivibile, ho ancora addosso sulla mia pelle questo grande emozione, questo affetto clamoroso che tutti mi hanno regalato. È la vittoria di un popolo, di chi come me ha sempre perseverato nei propri sogni, quello di ieri è il più bello da quando sono nato, da quando faccio questo mestiere a 7 anni. Non è stato facile, ma chi l'ha dura la vince. È la vittoria di tutti quelli come me che vengono dal basso", spiega ancora emozionato Da Vinci.

Dalla lunga gavetta tra musica, teatro e cinema, al grande pubblico il successo di Rossetto e Caffè che lo lancia definitivamente fino a salire sul gradino più alto del podio del Festival. Qualcuno nella sala stampa che lo ha preferito a tutti gli altri, gli fa notare che sono passati 38 anni dopo il successo di Massimo Ranieri: "Pensate che ieri ho indossato una specie di papillon come Ranieri – rivela il cantante - una giacca modello Domenico Modugno, grande rivoluzionario della musica italiana. È qualcosa di potente, da 38 anni a questa parte, pochi napoletani hanno ricevuto questo premio, mi sento onorato anche se Ranieri è inarrivabile".

Pseudonimo di Salvatore Michael Sorrentino, Sal Da Vinci è un cantautore e attore napoletano con cittadinanza statunitense. Il padre, Mario Da Vinci, anch'esso cantante e attore, era impegnato in una tournée negli Stati Uniti d'America al momento della nascita del figlio. A distanza di tanti anni, ora Sal negli States ci va per portare la musica italiana e partenopea: "Quando vado negli Stati Uniti mi dicono ‘fammi sentire l’aria e l’odore dell’Italia’. Io farei un applauso a tutti gli italiani che vivono all’estero”, dice con orgoglio Da Vinci, che ora la musica italiana proverà a farla apprezzare anche in Europa: “"Se voglio rappresentare l’Italia all’Eurovision? È una cosa che al momento mi tocca ma allo stesso tempo mi sembra così grande da affrontare, così bello portare la musica italiana nel mondo. È una cosa che mi invade in questo momento, la musica l’ho vista come grande aggregazione, bellezza e pace nel mondo. Questa manifestazione così importante l’Italia ci deve essere, quindi per sempre sì".

Non solo Napoli però, visto che dopo aver trionfato Sal si prende anche i complimenti di Carlo Verdone, che nel 1986 lo vide sul set di Troppo Forte. Un altro successo dopo aver battezzato in Vita da Carlo Lucio Corsi, giunto secondo lo scorso anno: “Era il 1985, stavo facendo il casting di Troppo forte - scrive su Facebook Verdone, postando uno scatto del film - E mancava il ruolo del più giovane del gruppo, l'unico che mi avrebbe voluto bene senza mai prendermi in giro. Si presentò un ragazzetto col papà. Venivano da Napoli, il padre Mario era un cantante ed attore di sceneggiate. Sal, giovanissimo, mi sembrava molto sveglio, molto educato e già con un atteggiamento da professionista. Caro Sal Da Vinci, i miei complimenti e un abbraccio sincero. Oggi Troppo Forte sei tu". Già, più forte anche delle allucinanti strumentalizzazioni politiche.

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